Quant e-Sportlimousine, approvazione del TÜV Süd per l’elettrica alimentata ad acqua

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quant e-sportlimousineHa fatto la sua scenografica comparsa al Salone di Ginevra 2014, seminando una scia di curiosità e perplessità: la Quant e-Sportlimousine, rivoluzionaria supercar elettrica che sfrutta gli oceani per alimentarsi, ha ottenuto la prima importante credenziale che la introduce nel mondo reale e non più soltanto in quello delle ipotesi.

Il TÜV Süd, forse il più accreditato ente normativo in sede europea, ha rilasciato la sua approvazione nei confronti della Quant, che sarebbe quindi pronta per iniziare i test su strada all’interno dell’Unione Europea.

Non è chiaro sino in fondo su cosa l’attenzione dell’istituto tedesco si sia focalizzata ma Nanoflowcell, il marchio che contraddistingue sia la società che sviluppa la rivoluzionaria auto che la sua tecnologia di immagazzinamento dell’energia, si dice in procinto di invadere le strade.

Se l’aggettivo “rivoluzionaria” è inflazionato nel settore dei trasporti alternativi, la supercar che va sotto il nome di Quant e-Sportlimousine ha, sulla carta, tutti i numeri per esserlo davvero: mossa da motori elettrici con una potenza complessiva di oltre 900 cavalli per una velocità massima di 380 km/h, ha incuriosito tutto il mondo dell’automotive per via del sistema di accumulo dell’energia a bordo.

Il sistema Nanoflowcell si basa infatti sul sintetizzare energia elettrica tramite una reazione elettrolitica: in parole povere, nel serbatoio della vettura viene inserita acqua salata e ionizzata che, filtrata e costretta a reagire con un’apposita membrana (nello specifico, ne abbiamo trattato in questo articolo), produce elettricità che alimenta i motori e acqua come scarto (per altro riutilizzabile).

La densità energetica della soluzione a base di acqua salata permette, secondo Nanoflowcell, autonomie da auto tradizionale – la Quant e-Sportlimousine vanterebbe 600 km – con un impatto ambientale pressoché nullo sia localmente che in sede di produzione del carburante, per altro virtualmente infinito.

Insomma, se tutto fosse confermato e tangibile, si tratterebbe di una rivoluzione con la R maiuscola: proprio i toni enfatici della presentazione ginevrina organizzata da Nanoflowcell avevano calamitato gli scetticismi, facilmente corroborati dalla chiacchierata affidabilità del suo fondatore, l’imprenditore italo-svizzero Nunzio La Vecchia.

Eppure il TÜV non è organizzazione tanto superficiale, anzi, si tratta di una tappa pressoché obbligata e discriminante in campo di approvazioni industriali; va poi anche ricordato che la Quant appare tanto inverosimile perché incarna l’immagine del prodotto finito ma che, in ambienti di ricerca internazionali, la tecnologia delle flow batteries è in fase di studio avanzata da parte di nomi che nessuno oserebbe mettere in discussione.

Se La Vecchia questa volta andrà sino in fondo con la realizzazione della prima auto elettrica ad acqua salata lo vedremo nei prossimi mesi: intanto, il dubbio che abbia realmente in mano qualcosa di tangibile va se non altro ribaltato.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Nanoflowcell via Gizmag

 

 

 

 

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