Renault elettriche in Vaticano

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D’ora in poi la comparsa del Santo Padre lungo i viali delle ville pontificie sarà quanto mai annunciata da un rispettoso silenzio. A disturbare gli spostamenti nei tranquilli giardini vaticani non vi sarà infatti alcun rumoroso ed inquinante motore; e se per quanti godranno della visione ciò contribuirà all’aura mistica del momento, il merito sarà dovuto, più prosaicamente, alla lungimirante politica ambientalista sposata dal Vaticano. Mercoledì 5 settembre è avvenuta infatti la consegna di due veicoli Renault 100% elettrici studiati appositamente, in collaborazione con il costruttore-carrozziere francese Gruau, per le esigenze della Santa Sede: costruiti sulla base della Kangoo Maxi Z.E., sono dotati di un motore elettrico da 44 kW (60 cv) in grado di viaggiare ad una velocità massima di circa 90 km/h e di una batteria agli ioni di litio che garantisce un’autonomia media in ciclo misto d’omologazione NEDC di 170 km.

A tal proposito la vettura papale non verrà impiegata per spostamenti a lungo raggio ma solo all’interno delle ville pontificie. Bianco con lo stemma di Benedetto XVI sulle portiere è il modello papale, degno di targa SCV 1, mentre blu con livrea bianco-gialla è il secondo, destinato alla gendarmeria vaticana per i servizi di sicurezza relativi al Papa stesso. Presentati al cospetto del Santo Padre a Castel Gandolfo dal Presidente Direttore Generale del gruppo Renault Carlos Ghosn, rispetto alla Kangoo Maxi Z.E. di serie questi si distinguono per alcune differenze significative. Intanto la lunghezza dei due veicoli, 4,6 m, è stata maggiorata per inserire due poltrone separate extra comfort adeguate al rango papale. Mentre la larghezza, di 1,8 m, è quella standard, le portiere posteriori hanno l’apertura a battente, controvento, e l’ingresso a bordo è facilitato da predellini elettrici a scomparsa. Altre peculiarità sono il tetto apribile ed i cristalli dei finestrini posteriori rimuovibili per ottenere la più ampia superficie aperta possibile. Al di là di queste personalizzazioni, l’assenza di una blindatura, requisito attualmente inconciliabile con la trazione totalmente elettrica per questioni di peso, fa sì che questo mezzo non possa definirsi appieno “papamobile” e sia quindi inadatto alle apparizioni in pubblico del pontefice.

Malgrado ciò questo ampliamento del parco macchine della Santa Sede si inserisce nell’alveo di una politica intrapresa dal Vaticano già da anni che contempla un forte investimento sulle zero emission. Contestualmente infatti è di Enel la fornitura di otto stazioni di ricarica veloce, alcune delle quali ad uso esclusivo del pontefice e della sua gendarmeria,  distribuite tra Città del Vaticano e Castel Gandolfo. Le parole pronunciate dal direttore della Sala Stampa Vaticana Padre Federico Lombardi durante la conferenza tenutasi a Roma nella Sala Marconi di Radio Vaticana con la partecipazione di Jacques Bousquet, Presidente di Renault Italia, e di Livio Gallo, Direttore della Divisione Infrastrutture e Reti Enel, sono in linea con l’impegno a salvaguardare  il Creato, comprensivo di uomo e natura, già espresso a più riprese nei discorsi e nell’Enciclica Pro Veritate di Benedetto XVI, Papa da sempre sensibile al tema ambientale. Il Vaticano è infatti divenuto lo stato portabandiera dell’elettrico, con la più alta percentuale di veicoli ed infrastrutture per cittadino al mondo: da questo momento, il paramento verde è senz’altro quello che più si addice a Papa Benedetto XVI.

 

Andrea Lombardo

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