Ricarica wireless sulle elettriche Toyota, accordo con WiTricity

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Toyota auto elettriche
Toyota auto elettriche - photo credit: National Renewable Energy Lab via photopin cc
Toyota auto elettriche
Toyota auto elettriche – photo credit: National Renewable Energy Lab via photopin cc

Toyota torna torna sull’auto elettrica e lo fa parlando di ricarica wireless: perché gli EV prendano piede fra la gente, il rifornimento senza fili è un passaggio fondamentale da affrontare. Così il colosso automobilistico ha deciso di investire su WiTricity, società statunitense di Boston (Massachussets) che sviluppa sistema di trasferimento dell’energia elettrica senza fili, per l’appunto.

WiTricity fornirà i sistemi di ricarica a terra e sulle vetture a Toyota, che ha stipulato con gli Americani un accordo sulla proprietà intellettuale della loro tecnologia che le consentirà di usufruirne. I Giapponesi hanno anche accettato di supportare finanziariamente WiTricity rimpolpandone il capitale.

Toyota sui veicoli elettrici ha sempre posto due fondamentali condizioni: che l’inquinamento risparmiato con i motori elettrici non venga compensato da quello prodotto dalle centrali elettriche (suggerendo un ricorso massiccio alle fonti rinnovabili) e che la loro comodità d’utilizzo ne diventi un punto di forza indiscutibile.

Toyota non nasconde di aver sempre privilegiato la strada dell’ibrido, per via anche della posizione dominante che i suoi modelli detengono in questo mercato: la ricarica wireless va però incontro ad entrambe le categorie, poiché agevolerebbe anche i proprietari di auto benzina-elettriche.

La ricarica senza fili è già stata anticipata in arrivo sulla prossima versione della Prius Plug-in Hybrid, sebbene i test sul sistema inizieranno non prima di un 2014 inoltrato, facendo presumere un debutto sul mercato almeno per il 2015.

Nell’elettrico puro Toyota ha sviluppato alcuni modelli come una versione della iQ portata solo negli USA con il marchio Scion e l’avveniristico tre ruote i-Road, attualmente in test in vari servizi di car sharing nel mondo (il più vicino a noi è a Grenoble, in Francia).

La ricarica wireless si pone quindi come un passaggio di base per superare alcune delle difficoltà attuali legate all’uso dei veicoli elettrici: non a caso l’idea che i parcheggi a bordo strada possano trasferire automaticamente energia alle batterie dei veicoli piace ad amministrazioni pubbliche (vedi New York e Londra) come ad altri marchi (vedi Infiniti).

L’importante è definire uno standard: Nissan lavora al suo, Volvo anche, mentre a livello mondiale il nome che più spesso ha esibito i propri progressi sulla ricarica ad induzione è Qualcomm Halo (branca della società che sviluppa hardware per computer e cellulari), partner della Formula E proprio nel rifornimento delle monoposto.

Una soluzione plausibile potrebbe però essere proprio quella di un monopolista esterno di questa tecnologia: WiTricity ha raggiunto accordi per l’utilizzo dei suoi sistemi non solo con Toyota ma anche con Audi e Mitsubishi. Nei prossimi tempi altri concorrenti cercheranno di instaurare collaborazioni di peso: speriamo che l’esperienza della contrapposizione fra gli standard di ricarica CHAdeMO e SAE (in Europa CCS) abbia lasciato un segno nelle memorie.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: WiTricity via AutoblogGreen

 

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