Ricerca Daimler, solo auto elettriche e trasporti pubblici nelle città del futuro

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metropoli
metropoli - photo credit: Neil Kremer via photopin cc
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metropoli – photo credit: Neil Kremer via photopin cc

Come saranno le città europee nel 2030? Prevalentemente pedonali, svuotate dal traffico ed accessibili solo a mezzi pubblici e veicoli elettrici: non ci saranno nemmeno più i semafori, sostituiti da segnaletiche interattive sui parabrezza delle vetture. Non mancheranno nemmeno colonnine di ricarica elettriche e distributori di idrogeno.

Chi sono i visionari che prevedono tutto ciò? Si tratta di un gruppo di ricerca tecnologica che fa capo a Daimler e che comprende al suo interno specialisti di vari settori, da quello automotive all’ingegneristico, dal sociologico all’urbanistico.

Istituito nel 1979 in tempi di crisi per il petrolio, il gruppo di ricerca è attivo da allora con l’intento di tracciare il profilo delle società future e dei relativi bisogni, in modo da saper orientare correttamente il mercato.

Basti pensare che in epoche non sospette, pre-internet, i ricercatori avevano intuito l’avvento dell’e-commerce ed il relativo spostamento degli interessi nelle relazioni delle persone dal mondo reale a quello virtuale.

Da sempre la conclusione ultima è che l’automobile deve piegarsi alle esigenze della società: già dagli anni ’80 è stata introdotta una visione della mobilità privata al servizio del piccolo cabotaggio urbano, visione adesso rafforzata dall’idea che nel giro di 20 anni i centri città saranno definitivamente svuotati dalle automobili, con un prevalere di trasporti pubblici e piccoli veicoli per la mobilità personale.

L’abbandono dell’auto è predetto sulla base di un trend che ormai non sfugge agli osservatori di tutto il mondo, che vedono un dilagare di una sorta di caduta d’interesse generalizzata per la guida in favore del recupero di tempo per sé ampiamente codificata in Giappone, dove questo atteggiamento è stato chiamato “kuruma banare”.

Studi del 2011 condotti dal Transportation Research Institute della University of Michigan hanno messo nero su bianco una tendenza all’abbandono della patente tra i 25enni pari al 10% nel ventennio 1983-2008. A fare da contraltare è però la fascia degli ultrasettantenni, affezionati alla guida per un 23% in più rispetto ai primi anni ’80.

Si evidenzia quindi come l’attaccamento ai motori sia prevalente fra le persone di una certa età, appartenenti alle stesse generazioni che videro un crescere dell’uso dell’automobile in giovane età: i ragazzi di oggi, invece, non hanno più l’auto al primo posto fra le necessità inderogabili.

Questo, per varie ragioni, riportate da più voci: da una parte internet e la possibilità di comunicare comodamente da casa come anche di acquistare con consegna a domicilio stanno riducendo il bisogno di spostarsi delle persone; dall’altra, le soluzioni offerte dal trasporto pubblico sono nettamente superiori a quelle di 20 o 30 anni fa e molti preferiscono essere trasportati piuttosto che gestire un veicolo.

Tornando a Daimler, è interessante sapere come l’iniziativa del car sharing Car2Go, studiato per alleggerire il traffico nei centri città, è nato dall’analisi delle ricerche del gruppo di studio.

Nella città di Stoccarda, dove una estesa fetta del centro cittadino è interdetta alle auto, il sevizio offre 300 auto elettriche a noleggio: tramite la promozione di sistemi di trasporto puliti, pubblici e pedonali si vuole centrare l’obiettivo di ridurre il volume di traffico urbano del 20%.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: The Asahi Shimbun

 

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