Riparte negli U.S.A. l’ATVM, il programma di prestiti che finanziò Tesla e Fisker agli esordi

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photo credit: Johnny Vulkan via photopin cc
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I 15 miliardi di dollari rimasti nelle casse del programma di finanziamento ATVM (Advanced Technology Vehicle Manufacturing) del Department Of Energy (DOE) statunitense saranno messi a disposizione di quei progetti che offriranno credenziali sufficienti e prospettive di tangibile miglioramento della tecnologia automobilistica.

Il fondo, privo di scadenza ed istituito dall’Amministrazione di George W.Bush, a suo tempo consentì l’ascesa di start up meritevoli anche se non sempre fortunate, come nel caso della fallita Fisker Automotive. Tuttavia, i soldi che si trovano congelati dal 2011 a disposizione del DOE verranno rimmessi in circolo dopo una campagna di sensibilizzazione ed educazione sulle procedure da seguire rivolta agli aspiranti pretendenti.

Assieme ai fondi stanziati per finanziare lo sviluppo di nuove tecnologie di accumulo dell’energia rivolte all’industria automobilistica, la ripartenza del programma ATVM è una buona notizia per tutte quelle aziende che lottano per portare avanti progetti innovativi e meritevoli (Tesla Motors è stata una di queste). Si tratta però di un’arma a doppio taglio per via delle critiche che attira, sin dall’istituzione del programma, da parte dei Repubblicani: malgrado l’iniziativa sia nata sotto l’egida dell’allora Presidente Bush, gli esponenti del Partito Repubblicano non hanno mai rinunciato a dipingere l’ATVM come un’inutile forma di drenaggio di soldi pubblici pagati dai contribuenti.

Ed adesso che la palla è tra le mani di Obama, già criticato per gli investimenti a favore delle energie rinnovabili e della mobilità elettrica, i detrattori affilano le lingue, sparando a zero sulla pericolosità degli investimenti a supporto di start up che potrebbero fallire prima di poter ripagare il proprio debito con la Nazione.

Tuttavia, per un certo numero di aziende che non hanno concluso in gloria i loro tentativi, altri progetti sono valsi al Dipartimento dell’Energia americano sia il ritorno economico che di immagine sperato. Tra i nomi che spiccano ci sono quelli di Ford e Nissan, destinatarie di prestiti da 5.9 miliardi di dollari l’una e 1.6 miliardi l’altra e puntuali nella restituzione, ma soprattutto l’eclatante fenomeno Tesla Motors, che ha rifuso i 465 milioni di dollari di finanziamento con un anticipo sui termini di ben 9 anni (attualmente la quotazione in borsa della start up si aggira sui 20 miliardi di dollari).

Questo a dimostrazione che non tutte le scommesse sono azzardate o non meritorie di fiducia: malgrado ciò, la domanda se molte aziende non potrebbero ottenere gli stessi fondi per vie private invece che pubbliche scorre dalle penne degli analisti di settore, richiamando l’attenzione sulla minor richiesta rispetto al 2009 di finanziamenti pubblici a basso interesse.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Bloomberg

 

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