Rumori artificiali per le auto elettriche: proposte di legge attese nel 2014

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photo credit: Robert S. Donovan via photopin cc
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Due sono le frecce (più evidenti) nella faretra dell’auto elettrica: una è la mancata emissione di gas di scarico e l’altra è la silenziosità. Per questo aggiungere del rumore artificiale a queste vetture sembra un controsenso ma costituisce invece uno dei dibattiti latenti più importanti su questa forma di mobilità.

Auto troppo silenziose uguale più incidenti: secondo questa equazione, sostenuta da un deputato britannico, l’industria dell’automobile, se da un lato non può sfuggire all’elettrico per rientrare nei limiti di CO2 emessa dal 2020 in poi, deve trovare il modo di rendere udibile l’arrivo di un’auto elettrica.

Detta così, la situazione pare tragica: in realtà il problema si pone solo a velocità molto basse, inferiori ai 30 km/h, cioè quando il rotolamento dei pneumatici e l’attrito con l’aria non producono un rumore avvertibile. Non va però nemmeno sottovalutato il rischio di favorire gli investimenti sia di pedoni normodotati che di non vedenti, senza dimenticare i ciclisti.

Negli Stati Uniti le associazioni in difesa degli ipovedenti si sono mosse con quasi due anni di anticipo rispetto all’Europa, arrivando a far proporre un disegno di legge nel 2013 che imponesse ai produttori di auto elettriche uno standard sonoro minimo alle basse velocità.

Comprensiva di sondaggio pubblico sul suono “ideale” di un’auto elettrica, l’iter della proposta appare al momento arenato da mesi, imbrigliato dalle Case automobilistiche in una valanga di obiezioni, alcune delle quali nemmeno infondate quale ad esempio il fatto che tali suoni avrebbero un volume più alto di quello naturale di certe auto a benzina sportive. Naturalmente, la questione economica non viene trascurata: per la NHTSA, l’agenzia di sicurezza stradale statunitense che ha elaborato la proposta, si tratterebbe di “appena” $35 ad auto, mentre per le industrie, fra sviluppo e costruzione, la cifra sarebbe anche 5 volte tanto.

In Europa si è vista invece l’elaborazione di un simile progetto di legge sempre l’anno scorso e la bozza dovrebbe essere ripresa in mano nella prima metà del 2014.

Per un regolamento definitivo si deve quindi aspettare: nel frattempo, però, sono gli stessi marchi dell’automobilismo a proporre delle soluzioni, con approcci differenti.

In generale, la maggior parte ritiene il silenzio dell’auto elettrica un plus e non un minus: con rispetto nei confronti di non vedenti e non solo, Daimler ritiene però l’udibilità della vettura in qualsiasi circostanza un ulteriore valore aggiunto.

La Smart E.D. e la sportiva Mercedes SLS AMG Coupe Electric Drive sono infatti le uniche per le quali il suono di sottofondo è un’opzione già attuale. Ovviamente, è anche studiato ad hoc per il tipo di auto, in modo da non tradire, ad esempio, la natura potente e sportiva della SLS AMG Coupè.

Non tutti condividono questa strategia: se Smart offre il suono di serie per i mercati USA e giapponese, BMW e Volkswagen non intendono installarlo a parte che dove un preciso obbligo di legge lo imporrà. Renault e Audi hanno anch’esse già sviluppato dei suoni, con l’aiuto di compositori e professionisti del settore, per i loro modelli elettrici ed ibridi plug-in.

Il problema, quindi, va risolvendosi probabilmente da solo anche senza l’intervento di una legge, pur sempre necessaria per chiarire limiti e confini di sicurezza. Speriamo solo che uno dei pregi delle auto elettriche non venga snaturato e che non ci si abbandoni a stravaganti personalizzazioni come per le suonerie dei telefonini.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Bloomberg

 

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