Scania vicina ad introdurre i primi camion elettrici: test in Germania e Svezia

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Uno Scania elettrico G 360 4x2 con pantografo sotto test lungo la Siemens eHighway. Gross Dölln, Germania Photo: Dan Boman 2013
Scania elettrico - Södertälje, Svezia Photo: Kjell Olausson 2013
Scania elettrico – Södertälje, Svezia Photo: Kjell Olausson 2013

In Scania lo dicono apertamente: in futuro tutti i veicoli avranno almeno in parte a che fare con l’elettricità e i camion non saranno da meno. Il produttore svedese sta portando avanti un programma intensivo di test per valutare quale tecnologia sia più vantaggiosa nell’alimentare un camion elettrico, in previsione di una prossima fase di utilizzo lungo alcune rotte selezionate in Svezia.

La rinuncia alla trazione convenzionale non sarebbe dolorosa secondo Scania: i mezzi pesanti traggono infatti dall’efficienza della propulsione elettrica un beneficio ancor maggiore che i veicoli privati; dalla sua parte giocano due fattori non da poco, ossia l’altissimo chilometraggio che viene percorso, tale da ammortizzare rapidamente i costi iniziali e da mettere bene a frutto la convenienza dell’elettricità, e l’abitudine a percorrere rotte prestabilite, che consente di infrastrutturare le vie percorse e, quindi, di non richiedere esosi e pesanti pacchi batterie a bordo.

Scania sta lavorando proprio su questo aspetto: fuori Berlino, lungo due chilometri presso Gross Dölln, Siemens ha installato una linea di alimentazione aerea per simulare quella che lei chiama eHighway. Sfruttando un pantografo di quasi 2.6 metri di lunghezza, i camion possono alimentarsi direttamente dai cavi dell’alta tensione, mantenendo una libertà di manovra che gli consente di effettuare il sorpasso di un altro mezzo pesante.

Il prototipo realizzato da Scania utilizza una motorizzazione ibrida: per non appesantire l’automezzo, la batteria è di piccole dimensioni e l’autonomia senza rete di ricarica a disposizione è limitata. Tuttavia, l’obiettivo primario è azzerare consumi di carburante ed impatto ambientale nel tratto autostradale del viaggio, sostanzialmente prevalente nella vita di un camion.

Se questa tecnologia sembra la più vicina a vedere una diffusione, Scania non si lascia sfuggire altre proposte.

È il caso della ricarica per induzione, testata sempre in Germania e fornita da Bombardier: qui il camion monta sotto al pianale un recettore di energia da 200 kWh che incamera l’elettricità trasmessa via onde elettromagnetiche da una guida, a sua volta inserita nel manto stradale.

La trasmissione avviene con un vuoto di 10 cm fra asfalto e ricevitore e quello che Scania vuole capire è quanta energia vada perduta allontanandosi dalla guida: con questo sistema il camion è molto più libero di spostarsi sulla carreggiata ma occorre valutare quanto ciò vada a discapito dell’efficienza.

Scania, dal canto suo, non vuole farsi trovare impreparata per quando anche il mercato dei TIR si rivolgerà ai veicoli elettrici e si appresta, di comune accordo con le autorità nazionali, a portare in Svezia i primi camion a trazione elettrica per iniziare una sperimentazione lungo alcuni tragitti selezionati nei dintorni della capitale Stoccolma.

La Svezia, giusto l’anno scorso, aveva proclamato l’intenzione di diventare la prima nazione al mondo con un sistema di trasporto pesante su gomma totalmente a zero emissioni.

Quello dei trasporti pesanti, spina dorsale delle economie in quanto vettore di beni e merci, ė un settore che può trarre molto vantaggio dalle nuove tecnologie: recentemente un colosso della distribuzione statunitense, Walmart, ha mostrato anch’essa un concept di TIR ultraleggero e a trazione ibrida, il WAVE.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Scania

 

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