Scompaiono gli incentivi

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photo credit: byronv2 via photopin cc
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La notizia è sfuggita a molti, e chi l’ha notata ha dimenticato di darle il dovuto spazio, ma con l’approvazione della legge di stabilità n.190/2014 del 23 dicembre 2014 sono stati soppressi in Italia gli incentivi fiscali per l’acquisto di veicoli a basse emissioni complessive (BEC) che erano stati introdotti nel 2012 dall’allora governo Monti con il DL 83/2012 convertito con modificazioni dalla Legge 134/2012

Il sito del Ministero dello Sviluppo Economico alla voce “Incentivi” non riporta ancora alcuna variazione al testo del maggio 2014 che stanziava le risorse destinate a finanziare i contributi per il 2014 e 2015, né d’altra parte fa menzione delle modifiche introdotte dal decreto “Sblocca Italia” del settembre 2014 finalizzate a meglio regolare, per il biennio indicato, l’accesso alle agevolazioni per l’acquisto, da parte di privati ed aziende, di auto a basso impatto ambientale.

E’ sufficiente però visitare il sito www.bec.mise.gov.it, appositamente predisposto per consentire alla rete di vendita di effettuare le prenotazioni in vista di un potenziale acquisto, per trovare l’indicazione che le prenotazioni di contributi sono sospese dal 1 gennaio 2015.

Una più attenta verifica porta poi ad evidenziare che l’art 1 della sopracitata legge di stabilità, al comma 222 ha modificato l’art. 17 del DL 83/212 abolendo lo stanziamento per il 2015 delle risorse necessarie alla copertura dei contributi per l’acquisto di veicoli BEC. L’entità di questo stanziamento già previsto dalla precedente legge era di 45 milioni di euro.

Termina così la contrapposizione tra costruttori auto e rivenditori da una parte e organi ministeriali dall’altra sui reali obiettivi dell’operazione promozionale: inutile e dispersiva per chi desiderava un sostegno per rilanciare l’intero settore dell’auto da anni in crisi di vendite, adeguata ad una valutazione delle possibilità del mercato dei veicoli a basso impatto ambientale, la cui maggiore diffusione dovrebbe consentirci di rispettare i limiti imposti dalla comunità europea per la riduzione delle emissioni inquinanti.

La drastica decisione presa di certo non fa guadagnare posizioni al nostro paese nella classifica dei paesi più sensibili al problema della difesa ambientale e del risparmio energetico.

 

 

Fonte Mise – BEC

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