Scooter sharing a Milano: un’occasione perduta

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Mp3Ha preso il via a Milano, nel mese di luglio, il primo servizio di scooter sharing in Italia che si affianca a quelli già operativi di bici e auto in condivisione. Con una certa sorpresa però, a dispetto delle aspettative, i mezzi utilizzati non sono elettrici.

Il Comune di Milano, attraverso le parole del suo assessore alla mobilità, era stato chiaro già in fase di lancio dell’iniziativa affermando che l’Amministrazione non avrebbe imposto la tipologia di veicoli da adibire al servizio di scooter sharing destinato a completare l’offerta di mobilità alternativa nel capoluogo lombardo, ma le aziende coinvolte sarebbero state libere di scegliere la soluzione ritenuta migliore. La convinzione, tuttavia, era che soprattutto l’occasione dell’Expo fosse particolarmente propizia per proporre la trazione elettrica e sperimentarne le possibilità fornendo anche un’immagine della città in coerenza con il concetto di smart city.

A testimonianza di ciò numerosi e rilevanti erano stati gli interventi di gruppi particolarmente influenti in ambito cittadino come i Genitori Antismog che avevano richiesto esplicitamente di limitare il bando per lo scooter sharing ai soli veicoli elettrici in ragione delle emissioni inquinanti legate all’utilizzo di mezzi endotermici. Più volte era stato ricordato come una moto alimentata a benzina disperdesse nell’ambiente sostanze nocive alla salute in misura superiore a quelle di un’auto tradizionale e come la situazione si aggravasse in presenza di motori a due tempi.

 

motit-scooters-barcellona_1-300x180Le criticità emerse

È pur vero che l’interesse dimostrato dalle aziende costruttrici, in particolare di scooter elettrici, non è stato tale da superare una serie di perplessità iniziali (costi, investimenti, presenza di sufficienti infrastrutture, assistenza, coperture assicurative etc) che hanno messo a rischio l’intero operazione, almeno sul piano temporale, ritardando o addirittura non formalizzando adeguate candidature al bando indetto dal Comune.

Eppure tra i candidati vi erano aziende qualificate come la spagnola Motit che vanta una delle esperienze più celebrate nel settore, quale risulta quella della città di Barcellona. I suoi mezzi, tra l’altro, permettono la sostituzione delle batterie senza necessità di effettuare soste per la ricarica, rendendo pertanto ininfluente ogni discussione sulla eventuale carenza di infrastrutture nel territorio comunale. La candidatura di Motit sembrava a tal punto accreditata da indurre la stessa azienda a inserire la sua partecipazione al progetto milanese nel proprio sito.

Indubbiamente un freno alle decisioni di molte aziende è stato rappresentato anche dalla scelta del Comune di Milano di non sovvenzionare il servizio che quindi deve trovare un proprio equilibrio economico rapportando conseguentemente la propria offerta con la domanda, coniugando le logiche di mercato con l’esigenza di mobilità dei cittadini e il valore sociale della stessa.

Un altro problema da più parti paventato è stato poi quello della sicurezza che ha portato alcuni a puntare sugli scooter a tre ruote e a richiedere comunque al gestore del servizio un impegno formativo per la sicurezza stradale con la formulazione e l’attuazione di progetti rivolti alle scuole.

 

Piaggio Mp3La formula Enjoy

Eni in collaborazione con Trenitalia e Piaggio ha creduto fino in fondo in questa opportunità, estendendo il proprio servizio Enjoy, già attivo nel car sharing, anche allo scooter, e avvalendosi in questa fase iniziale di 150 Piaggio Mp3, riprogettati per l’occasione in modo da poter essere utilizzati con modalità analoghe a quelle applicate per le auto.

Un’App in download gratuita per Android e IOS consente infatti di individuare il veicolo disponibile più vicino, prenotarlo, sbloccarlo digitando il codice utente sul computer di bordo oltre ad aprire il bauletto contenente due caschi e permettere la messa in moto. Al termine del servizio lo scooter potrà essere lasciato in un qualunque stallo per motocicli o all’interno delle Eni Station, dopo aver correttamente segnalato sul display l’operazione di termine noleggio e aver riposto le chiavi nell’alloggiamento.

La tariffa applicata è di 0,35 euro al minuto, è necessario essere in possesso di patente A e B oltre ad aver compiuto 21 anni, è possibile il trasporto di un passeggero e si ha accesso all’area C.

Il primo mese di attività ha già fatto segnare risultati lusinghieri grazie anche alla sinergia con Trenitalia che mira a trasformare le stazioni in veri e propri hub da cui muoversi con modalità che vedono sia l’auto che lo scooter in condivisione, formule vincenti. A riprova di ciò il 30% dei clienti Cartafreccia sono anche utilizzatori di Enjoy.

 

CityscootLe altre esperienze europee

Dell’esperienza di Barcellona si è già accennato. La città catalana nell’ambito della condivisione di mezzi a due ruote elettriche rappresenta uno dei casi degni di maggior attenzione. Dopo aver raggiunto una invidiabile diffusione del bike sharing, la municipalità di Barcellona ha lanciato un programma di scooter sharing elettrici affidato a mezzi di costruzione nazionale e gestiti dalla società Motit, anch’essa spagnola, che provvede al noleggio, alla fornitura del casco e alla copertura assicurativa.

Gli scooter elettrici in questione possono raggiungere una velocità massima di 65 km/h ed hanno una autonomia di 40-60 km.

Le tariffe applicate vanno da 4 euro l’ora per i residenti che hanno comunque precedenza sugli altri clienti e godono anche di pacchetti di abbonamento personalizzati. La tariffa si eleva a 6 euro per i turisti. La prenotazione e la gestione del noleggio avviene via smartphone e lo schema del servizio è di tipo freefloating e non prevede la presenza di alcuna stazione per la riconsegna o la ricarica, all’interno di una specifica zona della città definita Motit-zone.

La ricarica avviene per sostituzione della batteria a cura di un team di persone che controlla via Web lo stato di autonomia residua dei mezzi e provvede al suo ripristino.

Anche a Parigi è di recente attivo un programma di scooter elettrici denominato Cityscoot ancora a livello sperimentale e con l’obiettivo di raggiungere i 250 veicoli entro fine anno. Anche in questo caso la gestione del noleggio avviene, in analogia al servizio Velolib (bike sharing) e Autolib (Car sharing) che a Parigi stanno riscuotendo un grande successo, attraverso un’app per la prenotazione e la registrazione. A fine noleggio il veicolo può essere lasciato ovunque all’interno di alcune zone ben definite della città o portato nella stazione più vicina.

Per migliorare l’autonomia dei veicoli e sollevare l’utente da ogni preoccupazione di ricarica sono in corso test con scooter muniti di doppia batteria.

La tariffa base a regime dovrebbe essere di 3 euro ogni quarto d’ora con possibilità di abbonamenti mensili o annuali.

 

 

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