photo credit: Electric car charging spaces via photopin (license)
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In Italia sembra un traguardo lontano anni luce, eppure, geograficamente parlando, non si parla di distanze siderali: è in Inghilterra, infatti, che la copertura delle stazioni di servizio dotate di ricarica per veicoli elettrici ha raggiunto i due terzi della rete esistente.

Sulle autostrade britanniche, secondo un’indagine della RAC Foundation, organo di trasparenza che monitora vari aspetti della viabilità nello UK, sono 70 su 97 le stazioni di servizio che dispongono di stalli per la ricarica delle vetture, il 92% dei quali (165 in totale) di tipo rapido DC (una ricarica in 30 minuti, per capirci).

Il che si traduce in un intervallo medio di 20 miglia, circa 32 km, tra una colonnina di ricarica e l’altra sul 98% del sistema autostradale inglese.

L’analisi deriva dai dati messi a disposizione pubblicamente da Highways England e fa parte di un programma di sviluppo voluto nel 2014 e finanziato con £15 milioni dal governo britannico con l’intento di assicurare ai guidatori inglesi una copertura della ricarica per EV non inferiore all’intervallo delle 20 miglia su tutta quella che è classificata come Strategic Road Network (SRN), ossia l’insieme di autostrade e principali arterie di collegamento in Inghilterra, Galles e Scozia.

Per quel che riguarda le autostrade, sia Inghilterra che Scozia si attestano al 98% del sistema compreso entro l’intervallo limite, mentre il Galles, che conta anche meno km di infrastrutture, è già al 100%.

Diversa la situazione se si considera l’intero SRN, che vede Inghilterra all’82%, Scozia al 28% e Galles al 45% della copertura prevista: globalmente, la Gran Bretagna può così affermare che sul 63% delle proprie strade di primaria importanza è possibile reperire una colonnina di ricarica ogni 30 km.

Con circa 20,000 Electric Vehicles immatricolati in tutto lo UK, è l’ennesima riprova di una diversa sensibilità verso i problemi di un’utenza in crescita ma, soprattutto, la dimostrazione che alcuni Paesi stanno effettivamente investendo sulla creazione di uno scenario della mobilità ben diverso dall’attuale.

 

 

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