Tesla, garantire l’usato per crescere ancora sui mercati

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Tesla Store - photo credit: Chung Chu via photopin cc
Tesla Store - photo credit: Chung Chu via photopin cc
Tesla Store – photo credit: Chung Chu via photopin cc

Tesla Motors, l’azienda californiana produttrice della berlina all electric probabilmente di maggior fascino attualmente in commercio, starebbe per introdurre un programma di certificazione delle proprie vetture usate per garantire ai nuovi proprietari un’esperienza pari a quelli di “prima mano”.

Il piano, anticipato dalla testata AutomotiveNews e confermato dal Vice Presidente alle Comunicazioni di Tesla Motors Simon Sproule, dovrebbe portare la start up di Palo Alto a recitare sempre di più il ruolo di terza incomoda sul mercato globale delle vetture premium alle spalle di Mercedes-Benz e BMW.

Tesla, che non ha ancora rivelato dettagli ufficiali sul programma, sta sviluppando una metodologia per incentivare i vecchi proprietari a passare ad una nuova vettura del Marchio e, al contempo, per trovare una nuova casa ai modelli usati.

Adesso che iniziano ad essere in circolazione le prime Model S con tre compleanni sulle spalle, Elon Musk e compagni puntano con decisione sulla formula del leasing, come da alcuni mesi stanno facendo sui mercati statunitense e britannico: a quanti scelgano la strada del finanziamento, Tesla offre, dopo tre anni, di riacquistare la vettura valutandola tra il 43% ed il 50% del prezzo iniziale.

Questa strategia sta avendo la duplice funzione di incentivare i potenziali clienti a pagare i circa 70mila dollari necessari per acquistare la Model S, auto di lusso completamente elettrica prodotta da un Marchio, tutto sommato, ancora oggi poco conosciuto) e di porre la stessa Tesla nel ruolo di porto sicuro per le sue vetture usate.

A Palo Alto avevano insomma trovato un escamotage per generare in casa un mercato per le proprie auto di seconda mano: adesso, Tesla è pronta a far scattare la seconda fase del suo piano.

Tenendo conto che le Tesla Model S usate, al momento, sono contrattate negli U.S. per non meno di 60mila dollari (il che rappresenta un valore residuo altissimo, praticamente intatto), l’azienda californiana può trarre un enorme vantaggio nel proporre il ritiro degli usati pagandoli non più di metà del valore originale e sommandovi un incentivo sull’acquisto di un modello nuovo.

Oltre a costituire un bacino d’utenza estremamente fidelizzato, che garantisce al Marchio di continuare a vendere a gran parte dei precedenti proprietari e, quindi, di non far fermare la crescita dell’azienda, Tesla può sfruttare la propria rete di vendita per massimizzare i profitti derivanti dalle re immissioni sul mercato dell’usato.

I Tesla Store rispondono infatti direttamente alla Casa madre, senza intermediazione alcuna, il che la mette nella posizione di godere in toto dei profitti, che nel caso delle vetture usate potrebbero orientativamente oscillare tra i 6,000 ed i 10,000 dollari per unità.

Ecco allora che i dati di bilancio pubblicati ogni quattro mesi dalla società americana assumono un diverso peso. Tesla Motors comunica i propri risultati sia nella modalità GAAP (Generally Accepted Accounting Principals) che non-GAAP: nella prima stesura, vengono considerati il valore degli assets societari ed il capitale liquido, mentre nella seconda sono inclusi anche i valori delle vetture date in leasing e recuperabili tramite il programma di riacquisto.

Se la scommessa di Elon Musk di veder rientrare le Model S usate frutterà a Tesla introiti e clienti per i nuovi modelli (il SUV Model X è alle porte, la Model 3 è già stata annunciata), la società automobilistica potrebbe seriamente ipotecare un nuovo passo avanti sul mercato globale delle quattro ruote.

 

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: TrasportEvolved

 

1 COMMENT

  1. Mi piace questa politica. Sarebbe carino anche il riutilizzo delle altre auto e la riconversione ad elettrico. Verso rifiuti zero.

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