Tesla Supercharger Network tecnologia dell’anno negli USA: ecco perché cambierà il mondo dell’auto

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L’assegnazione dell’award Technology of the Year da parte di AOL Auto, importante testata americana sulle 4 ruote, è andata al Tesla Supercharger Network, la rete di stazioni di ricarica rapida della Casa automobilistica californiana.

Il riconoscimento non è che l’ennesimo collezionato da Tesla a partire dal 2012, non fosse che per una volta non ne è oggetto il suo modello di punta, l’elettrica Model S, bensì l’infrastruttura di ricarica: è significativo perché proprio questa è vista come il vero asso nella manica di Tesla, ciò che può realmente metterla in grado di dare scacco matto a tutto il mondo dell’auto.

Davide contro Golia? Tesla in America sta agendo trasversalmente, disegnando uno scenario prima inimmaginabile: lei e la sua auto elettrica sono percepiti come contrapposti a tutto il resto dell’industria, come in una sfida epocale “futuro vs passato”.

Ed è il Supercharger Network l’elemento che rende fondate le speranze di quanti pensano che la società californiana possa, quasi da sola, determinare l’avvento della mobilità elettrica su scala mondiale e condannare il resto dell’industria ad un inversione di ruoli, da leader ad inseguitrice.

Cero, i toni sono esasperati in positivo ma Tesla una cosa eccezionale la sta davvero facendo supportando con i fatti le dichiarazioni e le campagne di immagine che la vogliono impegnata nella missione di portare i trasporti sostenibili sul mercato di massa il più presto possibile.

Tesla sta dando in proprio la risposta alle insicurezze di tutti coloro che guardano all’auto elettrica come una bella prospettiva ma non una scelta tangibile: sta infatti azzerando l’ansia di ricarica costruendo un network che si espande a vista d’occhio e lo sta offrendo a chi compra una sua auto, scavandosi così una nicchia di mercato di clienti fedeli perché soddisfatti. L’obbiettivo, è chiaro ed è diffondere il “contagio”.

Il Supercharger Network è accessibile alle sole berline Model S, come lo sarà per i prossimi modelli (il SUV Model X e l’ancora da definirsi Model E), già dotate dell’autonomia record di 500 km. Le stazioni di ricarica del Network sono 16 volte più veloci delle stazioni pubbliche normali e permettono di ricaricare oltre 200 km di autonomia in 20 minuti usando solo energia solare; inoltre, adesso in fase di test, è alle porte anche il servizio di ricambio al volo dell’intero pacco batterie: 90 secondi di sosta, pagamento incluso, per avere una batteria carica e pronta all’uso.

La logica di espansione della rete è semplice: se il pacco batterie meno potente veduto da Tesla eroga 400 km di autonomia, non devono mai esserci più di 300 km fra una stazione di rifornimento e l’altra. Secondo questo schema nel 2012 la società ha iniziato a disseminare i punti di ricarica lungo le principali arterie di collegamento, disegnando una linea che costeggia l’America del Nord dalla Florida al Quebéc per poi tagliare il continente e andare a costeggiare dalla California a Vancouver; “focolaio” isolato è poi il Texas.

È già un notevole corridoio quello reso praticabile alle Model S elettriche (22,300 quelle vendute nel 2013 negli U.S.) ma che darà i suoi veri frutti nel giro di un anno, quando già nel 2014 avrà raggiunto la copertura dell’80% della popolazione degli Stati Uniti (il 98% è pianificato nel 2015).

Ed in Europa, seppur con minore impatto mediatico, l’attacco è già iniziato: la Norvegia ha già una rete di 6 stazioni del Supercharger Network, bastevoli a servire l’80% dei suoi 5 milioni di abitanti. Entro il compimento del 2014 la Germania dovrà essere coperta al 100%, così come i Paesi Bassi, la Svizzera, il Belgio, l’Austria, il Lussemburgo e la Danimarca; al 90% lo saranno invece Inghilterra e Svezia, consegnando al 2015 un’Europa attraversata da Est ad Ovest dal network di ricarica rapida più esteso del pianeta e tutto in mano ad un solo nome: Tesla Motors.

Ecco perché il multimedia director di AOL Auto, Adam Morath, sintetizza così l’importanza di questa tecnologia: “Con il Supercharger, Tesla sta intaccando direttamente le stanche argomentazioni anti-auto elettrica come la scarsa autonomia, il tempo di ricarica, l’assenza di punti di ricarica e l’impatto ambientale tutte in un colpo solo”.

Quanto basta per ipotecare un clamoroso colpo di scena sul panorama delle quattro ruote e non fra cento anni.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Motley Fool

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