Twike 4XP, l’ibrido umano-elettrico a tre ruote

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Twike a Francoforte - image via MotorPasion
Twike a Francoforte – image via MotorPasion

Twike 4XP ha tre ruote ma non è un sidecar e tantomeno una bici: è piuttosto un’utilitaria a pedalata assistita. Tra le tante offerte rivolte alla mobilità a zero emissioni viste al Salone di Francoforte del mese scorso, l’europea Twike ha portato queste velomobili ibride plug-in che in Germania, Olanda e Svizzera hanno una loro nicchia di mercato consolidata.

Malgrado possa sembrare un mezzo di trasporto bizzarro, in Europa e negli States le biciclette coperte da una carrozzeria non sono una novità e la stessa Twike è attiva da decenni sul mercato: adesso, con la maggiore richiesta di soluzioni per la mobilità personale pulita ed economica, potrebbero attirare l’attenzione in paesi fin’ora poco propensi.

4XP è un triciclo a pedali che sfrutta un’ibridazione con un motore elettrico: mentre si pedala la batteria (ioni di litio manganese) si ricarica e quando non si pedala si può viaggiare senza fatica raggiungendo i 70-80 km/h di velocità.

Il sistema ibrido percepisce il lavoro muscolare del conducente e compensa sempre l’output del motore in modo da migliorare le prestazioni complessive e non sprecare energia: la batteria, sempre ricaricabile esternamente, ha un’autonomia complessiva di un’ottantina di km considerando una velocità media tra i 50 ed i 60 km/h.

Twike costruisce questo genere di veicoli a pedalata assistita – che possono viaggiare anche solo in elettrico, chiaramente – da 18 anni: il 4XP è la quinta generazione che sarà lanciata l’anno prossimo. Chiamati tutti semplicemente “Twike” hanno configurazioni svariate. Si possono scegliere pacchi batterie di varia potenza, fino ad arrivare ad oltre 300 km di autonomia per singola carica: in conseguenza aumentano peso e prezzo del triciclo.

Proprio il peso, comunque contenuto data la struttura leggera della carlinga che protegge il pilota, è un punto di forza per i Twike, il cui motore elettrico non deve fare molto sforzo: i consumi si aggirano sui 4-7 kWh di energia ogni 100 km. Pertanto anche un piccolo pannello fotovoltaico è in grado di sopperire al fabbisogno di questo veicolo.

Le possibilità che queste velomobili offrono sono interessanti in ambito urbano: con un costo di manutenzione non paragonabile a quello di un’auto o di uno scooter, permettono di muoversi in città senza grosse limitazioni; sono ideali per andare al lavoro, magari sfruttando la propulsione elettrica per non fare sudate sconvenienti all’andata, e per fare un minimo di attività fisica quotidiana tornando a casa; se piove o c’è vento rimarrete comunque riparati.

Negli ultimi anni Twike si è presa anche delle belle soddisfazioni diventando protagonista di alcune imprese con i suoi tricicli elettrici: c’è chi ha fatto il giro del mondo e c’è chi ha raggiunto i 500 km di percorrenza con una carica, praticamente la stessa di una Tesla S.

Naturalmente non può essere un mezzo di trasporto adatto a tutti ma se cercate un biposto per gli spostamenti urbani che non consumi e che non inquini, probabilmente dovreste prendere in considerazione questa categoria di veicoli. L’ostacolo può essere sempre lui, il prezzo: circa 16,000 euro, batteria esclusa, possono suonare un po’ scoraggianti.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Twike

5 COMMENTS

  1. Quì in Italia, non è che siamo poco propensi al velomobile; E’ che non li fanno proprio, non esistono rivendite, non esiste una catena di mercato perchè i grassi papponi padroni debbono mangiare ancora, e ancora, e ancora, e ancora, e ancora. Se gli italiani cominciano a pedalare, non si vende benzina, e i grassoni papponi padroni come mangiano?

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