Un catasto delle stazioni di ricarica pubbliche per auto elettriche: negli USA esiste e registra un +9% da dicembre 2012

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photo credit: OregonDOT via photopin cc
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Sempre più persone scelgono di guidare veicoli che utilizzano la tecnologia elettrica o ibrida diesel-elettrica, come dimostrato per gli Stati Uniti d’America dai numeri delle vendite nel primo trimestre del 2013.

Le auto elettriche sono raddoppiate, sospinte in alcuni Stati da politiche incentivanti quando non definibili addirittura di conversione all’elettrico, come nel caso della California.

C’è però qualcosa che non basta mai: le stazioni di ricarica. Negli USA sono stati annunciati diversi piani che prevedono installazioni ingenti nell’arco dei prossimi anni e i numeri, malgrado siano molto superiori a quelli europei, non sono ancora ottimali in proporzione alla popolazione del paese.

L’America non è immobile, però: il dipartimento dell’energia, l’US Department of Energy (DOE) per chiamarlo con il suo nome, ha reso noto che dal dicembre 2012 la rete di stazioni di ricarica pubblica negli USA è cresciuta del 9%.

Attualmente sono 5.678 i punti di ricarica accessibili all’utenza statunitense, 478 in più del dicembre scorso: a riprova dell’impegno di alcuni Stati nella corsa alle zero emissioni, la California da sola ha 3.990 stazioni di ricarica, il Texas 1.417 e lo Stato di Washington 1.141.

Chiaramente la distribuzione non è regolare sul territorio USA e non stiamo contando le reti di ricarica private, dedicate a servizi di car sharing, flotte aziendali o specifiche utenze, come il network Superchargers per i possessori di Tesla S.

Risulta altrettanto evidente che la nazione americana si sta attrezzando per supportare l’avvento delle auto senza emissioni di CO2 – le quali, ricordiamolo, riducono di molto il bisogno di petrolio – con la promozione di piani infrastrutturali ed operazioni che in Italia suonerebbero fantascientifiche, quali l’installazione della ricarica elettrica nei garage dei palazzi del Senato americano e l’incoraggiamento a dotare i parcheggi delle aziende private di allacci per il rifornimento elettrico.

Forse ci stiamo smuovendo anche noi, però: per iniziativa di alcuni tra regioni e produttori automobilistici si cominciano a vedere le prime colonnine rapide in autostrada e presso i benzinai; a livello nazionale Enel sta conducendo progetti pilota sulla ricarica ultra rapida (vedi Pisa) e sull’affiancamento sistematico del rifornimento elettrico a quello tradizionale nei benzinai ENI.

È tuttavia difficile tracciare una mappatura completa dell’infrastruttura di ricarica italiana, in molte realtà portata avanti dalle singole amministrazioni comunali e quindi frammentata: per farvi un’idea, potete dare un’occhiata alla cartina delle colonnine di ricarica che abbiamo realizzato sovrapponendo i dati provenienti dai principali distributori di energia attivi sul territorio.

Sarebbe sicuramente diverso se anche per il nostro paese esistesse un accatastamento ufficiale dei punti di ricarica come quello consultabile sul sito del DOE americano.

 

Andrea Lombardo

Fonte: US Department of Energy via CleanTechnica

 

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