Una smart ebike per Papa Francesco, il rivoluzionario Pontefice amante degli spostamenti sostenibili

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papa francesco-smart ebikeIl primo Pontefice della storia del cattolicesimo a chiamarsi Francesco è anche il primo a pedalata assistita, se così si può dire: risaputamente persona umile e già avvezza all’uso dei mezzi pubblici per i suoi spostamenti quando ancora era monsignore a Buenos Aires, non disdegna nemmeno l’ancor più economica bicicletta.

I vertici di Daimler-Mercedes questo lo sanno bene e, data la figura innovatrice che il neo Papa si è subito cucito addosso, hanno approfittato della consegna ufficiale della nuova Papamobile costruita da Mercedes per regalargli anche un esemplare di smart ebike.

L’incontro avvenuto nella Domus Santa Marta tra Francesco I e l’ambasciatore del Marchio stellato – niente meno che Dieter Zetsche, Presidente di Daimler AG – ha avuto come principale oggetto il passaggio di mano delle chiavi della Papamobile che il Santo Padre utilizzerà nel suo prossimo viaggio in Brasile ma anche l’illustrazione di quali e quanti progetti la casa tedesca stia portando avanti nel campo della mobilità sostenibile.

Ed in questo contesto, che vede tra Mercedes-Benz ed il Vaticano una collaborazione lunga 80 anni (iniziata con la limousine fornita a Pio XI negli anni ’30 del Novecento), Zetsche ha fatto omaggio all’oculato e sobrio pontefice della bicicletta a pedalata assistita marchiata smart.

La bicicletta è un veicolo che Papa Francesco ha già mostrato di apprezzare e che ben si confà al suo stile essenziale e nemico degli sprechi materiali oltre che morali: proprio la sterzata impressa all’immagine pubblica della Chiesa da Francesco I sprona evidentemente anche i colossi dell’industria come Daimler a dare maggior visibilità alle proprie iniziative sulla sostenibilità ambientale, considerabile come l’alter ego materiale di un atteggiamento altrimenti spirituale.

Il Presidente di Daimler AG ha anche mostrato che l’impegno del Marchio nella ricerca e sviluppo di forme di sostenibilità per i trasporti si è, venialmente parlando, tradotto in investimenti pari a 10.8 miliardi di Euro (dei quali la metà circa in tecnologie pulite) nel biennio 2013-2014 ancora in corso.

Papa Francesco è sicuramente la personalità, non solo religiosa, più adatta per promuovere un messaggio di cambiamento anche per quanto riguarda i trasporti ed il loro impatto ambientale – a partire dalla politica per finire alle abitudini dei singoli – e basterebbe un’immagine del Santo Padre in bicicletta (a pedalata assistita o meno) per fare breccia nell’immaginario di tutti, fedeli e laici.

Ancor più importante sarebbe che il Vaticano proseguisse quanto intrapreso nel 2012 con l’acquisto di alcuni veicoli elettrici (allora si trattava di versioni appositamente modificate di Kangoo Maxi Z.E. Renault) destinati alla gendarmeria vaticana e agli spostamenti dell’allora Papa Benedetto XVI all’interno dei giardini residenziali. Il piccolo Stato si è anche dotato di colonnine di ricarica a disposizione dei dipendenti, arrivando ad avere una delle percentuali di mezzi a zero emissioni in rapporto alla popolazione (in effetti esigua) più alte in assoluto.

L’impatto che avrebbe vedere un Papa solcare le folle oceaniche di fedeli a bordo di una silenziosa e non inquinante Papamobile elettrica sarebbe determinante: in quanto a cambiamenti Francesco sta collezionando primati, chissà che non ci regali anche questa soddisfazione.

 

Andrea Lombardo

Fonte: Daimler AG

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