V.I.P. come Very Important Project

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Il MobilityTech conclusosi il 23 ottobre a Milano ha ospitato tra le sue fila un ospite di tutto riguardo, un VIP della mobilità. Ma non si tratta di una personalità illustre, bensì di un avveniristico pulmino: il V.I.P. per l’appunto, ossia Veicolo Innovativo Polivalente. Parcheggiato in piazza Duomo ha fatto bella mostra di sé il risultato di tre anni di sforzi progettuali messi a punto da un team di quattro aziende rigorosamente pistoiesi che hanno compenetrato le loro competenze al fine di realizzare questo prototipo. V.I.P. effettivamente è innovativo: votato al car sharing, si tratta di un veicolo dalle dimensioni ridotte ma capiente, atto ad ospitare passeggeri, naturalmente anche portatori di handicap, e pensato espressamente per sostituire la mobilità privata nei centri urbani.

È con la mente rivolta ad un utilizzo pubblico, in condivisione tra gli utenti, che lo si deve immaginare muoversi silenzioso nei centri storici delle nostre bellissime città, a partire dalla sua progenitrice Pistoia. 100% elettrico, ha una dotazione all’avanguardia: dai comparti ferrotranviario e navale ha carpito innovazioni tecnologiche strutturali, è infatti realizzato in lega d’alluminio, e gestionali riguardo alla governabilità del mezzo. La velocità, più che adatta per il suo contesto, di al massimo 70 km/h, è controllata elettronicamente via GPS, mentre il veicolo interagisce col guidatore informandolo a mezzo dello stesso cristallo del parabrezza: è qui infatti che compaiono le comunicazioni del computer di bordo ed è sempre qui che vengono evidenziati proiettandoveli i confini della carreggiata in caso di nebbia. Ma questo è poco: rileva le distrazioni del conducente rallentando automaticamente e percepisce tramite la sudorazione delle mani l’eventuale  tasso alcolemico di chi è alla guida; se ci si è fatti prendere dalla bisboccia, il veicolo non si mette in moto.

Dotato di assistenza nella salita e nella discesa per chi ha problemi motori, lo spazio interno è stato progettato ottimizzandolo in previsione di un utilizzo come mezzo di trasporto per piccoli gruppi entro i quali prevedere qualsiasi genere di utenza, giovane e meno giovane. Tramite un monitor può fornire informazioni turistiche ai passeggeri mentre li conduce alle loro mete: anche l’autonomia non è male, grazie alle sue batterie ad alta capacità di percorrenza che lo mettono in grado di coprire dai 150 ai 200 km ed al recupero dell’energia dissipata frenando. Non è trascurata neppure l’igiene, passando dagli interni in materiale antiacaro ed antibatterico al sistema di umidificazione e igienizzazione batterica automatica presente a bordo.

Sulla carta e non solo, questo progetto sviluppato da quattro aziende italiane (Argos Engineering S.r.l., Filoni S.r.l., Cabel Costruzioni Elettroniche S.a.s e Centro Sviluppo Progettazione, Ricerca e attività Industriali Calamai e Agresti S.r.l.) con il cofinanziamento della Regione Toscana ed inserito in un contesto di studio del Dipartimento di Energetica dell’Università di Firenze, ha i numeri per essere preso in considerazione e messo in circolazione nei nostri centri. Contribuirebbe anch’esso al difficile cambio di mentalità nella concezione del trasporto privato nei centri urbani che, prima o poi, saremo costretti ad affrontare.

 

Andrea Lombardo

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