Veicoli elettrici come fonti di energia: uno studio prevede 200.000 EV con tecnologia V2B entro il 2020

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photo credit: Kevin Krejci via photopin cc
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La tecnologia V2B (o V2G) è quella che permette al circuito di ricarica ed alla batteria di un’auto elettrica di far rifluire l’energia alla rete elettrica, restituendola: si tratta di una delle forme di utilità ed ammortamento più convenienti per i veicoli elettrici.

V2B significa Vehicle-to-Building (in alternativa, Vehicle-to-Grid) ed è un’eventualità da tenere in considerazione nel futuro prossimo della diffusione delle auto elettriche: come già sottolineato dall’interesse dell’esercito americano, un veicolo elettrico può rivelarsi una grande risorsa in caso di emergenza.

Esso può infatti fungere da generatore di corrente o, al minimo, da batteria per impianti provvisori ma anche per intere abitazioni: durante l’uragano Sandy alcuni privati cittadini americani hanno fatto fronte ai black-out invertendo le proprie auto ibride in generatori d’emergenza.

Ma anche in condizioni di tranquillità non è da trascurare l’ipotesi di rivendere l’energia non utilizzata alla rete elettrica o di sfruttarla tenendo l’EV connesso all’impianto di casa per assorbire eventuali picchi di potenza.

L’ultimo report di Navigant Research prevede che nel 2020 i veicoli elettrici equipaggiati con questo tipo di tecnologia saranno 200.000: non moltissimi a livello globale, ma un inizio.

Gli investimenti relativi ai veicoli a zero emissioni, all’efficienza degli edifici ed ai sistemi di gestione dell’energia (le Smart Grid), cresceranno nel mondo di oltre i 76 milioni di dollari americani entro il 2020” è la citazione dal report presa ad esempio su AutoblogGreen.

L’utilizzo dei veicoli elettrici come riserve di energia d’emergenza è uno dei vantaggi di cui l’opinione pubblica è meno al corrente, anche per via della scarsa conoscenza dell’auto elettrica nel nostro paese.

Eppure si tratta di un valore aggiunto notevole, da considerare sicuramente al momento dell’acquisto: negli USA pensano infatti che la re immissione dell’energia nelle reti domestiche sia una delle strade più furbe per ammortizzare il costo iniziale di un EV.

 

Andrea Lombardo

Fonti: AutoblogGreen, NavigantResearch

 

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