Veloschmitt, la microcar degli anni ’50 rivive come velomobile elettrica

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Veloschmitt KR E-250 via Veloschmitt.com
Veloschmitt KR E-250  via Veloschmitt.com
Veloschmitt KR E-250 via Veloschmitt.com

Si chiamavano “microcar” o “bubble car” ed erano le antenate delle odierne biposto da città: la Germania del dopo guerra ne è stata una delle patrie più prolifiche e proprio da un duo di designer tedesco arriva l’idea di farne un’esclusiva velomobile elettrica.

Ciò che Veloschmitt vuole oggi far risorgere grazie alla pedalata assistita era in origine conosciuta col nome di Messerschmitt KR200 ed è stata dal 1955 al 1964 una delle più affermate espressioni del primo boom delle microcar in Europa.

Nata dalla matita dell’ingegnere aeronautico tedesco Fritz fend, in cerca di nuova fortuna nel periodo della ricostruzione post bellica, la Messerschmitt KR200 iniziò a vedere la luce nei primi anni ’50 come veicolo monoposto per gli invalidi di guerra.

Concepito a partire da un motociclo, divenne in breve un tre ruote grazie all’apporto di Willy Messerschmitt, che iniziò nel 1952 a produrre veicoli fra i quali proprio la KR (in primis identificata dalla sigla “175”).

Nel 1955 il modello si evolse definitivamente nella KR200, sempre due posti in linea, con motore due tempi monocilindrico da 10 cavalli marchiato Fichtel & Sachs: per un decennio, accanto ad altre “bubble car” come la nota BMW Isetta, la Messerschmitt KR200 ebbe il suo momento di gloria, fregiandosi addirittura di un record di velocità sulle 24 ore sul circuito di Hockenheim ed offrendosi in qualsiasi versione, cabrio compresa.

A cinquanta anni dalla sua uscita dal mercato automobilistico, i designer Achim Aldfinger (comproprietario di Jetbuster International) e Fred Zimmermann hanno deciso che è giunto il momento di riproporre la minicar, con le sue forme morbide, secondo i paradigmi della moderna mobilità elettrica.

La Veloschmitt KR E-250 riprende così la linea esteriore ma soprattutto l’originale spirito della bubble car tedesca, con due posti in linea ed una propulsione a pedalata assistita.

Si tratta così di una velomobile a tutti gli effetti (tipologia di veicolo caratterizzato dall’avere tre ruote, una cabina di guida, impianto luci a norma e, soprattutto, i limiti di un pedelec) che monta un motore da 250 W ed un pacco batterie da 36 V, 10 Ah agli ioni di litio ferro-fosfato (una versione più potente, con propulsore da 1500 W è opzionabile ma, chiaramente, eccede i limiti di legge previsti per la pedalata assistita).

La carrozzeria della Veloschmitt KR E-250 è in fibra di vetro con telaio in fibra di carbonio, come le avanguardie automobilistiche impongono oggi, mentre tra gli equipaggiamenti si notano le sospensioni con ammortizzatori ad aria, luci a LED posteriori e sistema Busch & Muller Lumotec per i fari anteriori.

In quanto a ciclistica spicca il cambio Shimano Nexus ad 8 velocità.

La capacità di carico della velomobile è di 200 kg complessivi (due persone più vano bagagli), il peso del veicolo è abbondantemente inferiore ai 100 kg: unitamente alla replica della carrozzeria usata per il record di velocità del 1955, ciò aiuta la KR E-250 a raggiungere la punta dei 30 km/h.

Per il resto, la Veloschmitt vuole riproporre, con un tocco di fascino retrò oggi tornato in auge, una versione molto personale dell’urban commuting, basandosi sull’idea che, per muoversi in città, ciò che è indispensabile sia un veicolo comodo ed affidabile, nulla più.

Introdotta allo Spezialradmesse di Gemersheim, Veloschmitt pensa di produrre 200 esemplari della rediviva bubble car: in versione monoposto costa 5,200 euro che divengono 6,250 per la versione completa. Optional esclusi, chiaramente.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Veloschmitt

 

 

 

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