Visio.M, l’auto elettrica della Technische Universität Munchen che si guida da sola

2
513
credits:TUM
credits: TUM

A cosa può servire un’auto che si guida da sola? A non stressare i suoi occupanti lasciandoli liberi dalla guida, diranno molti. Non solo: può far risparmiare tempo a chi l’auto la usa per lavoro, magari a noleggio. Senza pensare ai parcheggi custoditi ed ai car-sharing.

Con le auto elettriche la guida autonoma è cosa emersa ormai come prospettiva tangibile almeno dall’anno passato, con diversi progetti di ricerca portata avanti dalle più note università d’eccellenza del mondo.

Nel 2012 avevamo riportato il lavoro fatto dai ricercatori di Oxford con una Nissan Leaf in grado di leggere e memorizzare i percorsi e di condurre i suoi occupanti a destinazione persino evitando ostacoli improvvisi.

Adesso torna in evidenza un altro progetto ispirato dallo stesso principio e condotto dalla TUM, la Technische Universität München: i tedeschi sono da anni all’opera sulla Visio.M, un’auto elettrica ultratecnologica di cui abbiamo parlato anche in un precedente post.

La Visio.M, equipaggiata con ben sei telecamere montate in modo da carpire appieno le visuali frontali, posteriori e laterali che si hanno dal veicolo, si guida da sola: o, meglio, è guidata a distanza.

La panoramica a 360 gradi su quanto la circondi è infatti trasmessa ad una centrale operativa dove un pilota in carne ed ossa guida la Visio.M come se si trovasse in un complesso simulatore virtuale: display sostituiscono i vetri dell’abitacolo e gli specchietti retrovisori, mentre un sistema live audio Dolby 5.1 ne riproduce l’ambiente sonoro.

In questo modo l’operatore controlla da remoto la Visio.M, facendo da autista invisibile: la trasmissione dei dati e dei comandi avviene con una connessione LTE wireless e, qualora dovesse interrompersi, l’auto è programmata per frenare e fermarsi.

Per i suoi inventori gli attuali standard delle connessioni LTE (ma anche le più lente UMTS) sarebbero già sufficienti per garantire il funzionamento del sistema: inoltre sostengono che la loro invenzione non abbia particolari costi di realizzazione.

Naturalmente diversi punti tecnologici, di sicurezza e di omologabilità legale sono ancora da chiarire: tuttavia, il momento nel quale potremo scendere dall’auto senza preoccuparci di doverla parcheggiare potrebbe essere più vicino di quanto pensiamo.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: TUM

 

2 COMMENTS

  1. Ma se l’autista c’e’ ma è solo remoto, qual’è il vantaggio?
    Be’, si, alcuni vantaggi ci potrebbero essere, come appunto lasciare l’auto a noleggo nel posto X e qualcun’altro la guida fino al parceggio Y, oppure pagare un servizio di guida remota che ci venga a prendere sotto casa (senza che noi andiamo invece al parcheggio) e poi guidiamo noi; oppure -infine- per i trasportatori semplicemente non rischiano più la vita e fanno il loro lavoro dalla centrale (ma il rischio disattenzione lo vedo molto forte, anche perchè si tenderà nel frattempo a fare qualcos’altro, considerando poi che si sa che non si rischia la vita…).

    Tuttavia è sempre un servizio di guida di 1 persona=1 mezzo, non vedo vantaggi immediati a fronte di una complicazione immensa del servizio (si pensi anche solo a come poter controllare gli autisti in stato d’ebbrezza…).

    Insomma tanto vale superare questo passaggio (se pensano alla reale commercializzazione) e arrivare direttamente alla guida automatica, visto che pure lei può prenderci sotto casa o riportare da sola l’auto in deposito (o guidare le merci da A a B), e fra l’altro con maggior fault tolerance, secondo me.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here