Visio.M: partono i test dell’urban electric vehicle più sicuro e compatto che BMW e Daimler abbiano mai realizzato

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Prototipo 2011 TUM Visio.M
Prototipo 2011 TUM Visio.M

Nel 2011 BMW e Mercedes-Benz diedero vita ad un consorzio, chiamato Visio.M, dedicato allo sviluppo di un urban electric vehicle che mettesse assieme il meglio di tutte le soluzioni ingegneristiche disponibili nel campo della progettazione strutturale di un’auto, della sua motorizzazione e della sua sicurezza.

Dopo il lancio del progetto nella scorsa primavera, grazie al supporto del Ministero Federale tedesco per l’Educazione e la Ricerca (il BMBF), quantificato in 14 milioni di dollari americani, adesso il prototipo viene testato su pista, come appena avvenuto a Monaco, in Germania.

Uno dei target raggiunti da questa vettura è l’alleggerimento del 15% della sua struttura utilizzando fibra di carbonio e altri materiali compositi, a tutto vantaggio del consumo di energia e di potenza del motore elettrico.

Nel perseguire l’idea di un prototipo che vada incontro alle necessità dell’elettromobilità di domani, i progettisti del team Visio.M ricercano un’automobile che sia il più possibile leggera e sicura al contempo: il dilemma è come ottenere ridotte dimensioni e leggerezza, tipiche di una citycar, senza scendere a compromessi con la sicurezza dei suoi occupanti e senza la pesantezza propria degli EV più grandi, che “soffoca” le prestazioni del motore elettrico.

Strutturalmente, si è privilegiata la via di un telaio monoscocca in fibra di carbonio d’ispirazione tipicamente sportiva che minimizzi il peso della vettura garantendole al contempo grande stabilità.

La fibra di carbonio si ritrova anche nelle plastiche rinforzate che costituiscono l’abitacolo dei passeggeri, uso già consueto nelle supercar di lusso che devono abbinare alta velocità a comfort e nell’aeronautica: unico neo sono i costi di questi materiali, che il progetto Visio.M vorrebbe poter declinare e contenere su scala industriale.

Il powertrain vede anch’esso investigata ogni possibilità di massimizzare l’efficienza e ridurre il peso: un motore elettrico asincrono e un sistema di trasmissione che sfrutti alberi cavi cercheranno di risolvere al meglio l’equazione “leggerezza+alte prestazioni=sicurezza”.

E, come non si direbbe seguendo l’istinto, l’estrema leggerezza di un materiale o di una struttura non sono inversamente proporzionali alla sua resistenza: la sicurezza dei passeggeri è il primo obiettivo del prototipo Visio.M e numerose soluzioni attive come passive sono state incorporate nello studio del telaio stesso.

Le cinture di sicurezza sono state riprogettate sulle esigenze di un veicolo compatto di questo tipo assieme ad altre innovazioni, fin’ora non meglio specificate, per prevenire la possibilità di riportare danni fisici a seguito di incidenti.

Altre caratteristiche rese note sono l’impiego dell’Electronic Stability Program, del sistema anti-bloccaggio dei freni e del Torque Vectoring System, tutti sistemi di assistenza mirati a perfezionare e correggere la guida del veicolo.

Gli ingegneri del consorzio, che vede coinvolti oltre a BMW e Daimler Mercedes-Benz, l’Università Tecnica di Monaco – dalla quale deriva il nome TUM del prototipo – e numerosi partner industriali ed istituzionali tedeschi, sono sicuri che, al termine dello sviluppo dell’urban electric vehicle TUM Visio.M, avranno messo a punto il più efficiente e sicuro EV producibile su larga scala.

 

[A.L.]

 

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