Wheego Electric Cars: la crescita di un mercato dalle citycar ai SUV a zero emissioni

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Wheego
photo credit: Scooter Lowrimore via photopin cc
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Uno dei fattori curiosi dell’auto elettrica è che attorno ad essa ruotano una miriade di nomi nuovi: prototipate da decenni dai colossi dell’industria automobilistica maggiore, ad aprire la strada sono state piccole (in confronto) aziende che adesso studiano “per diventare grandi”.

Alcune sono già sulla buona strada: Tesla Motors ha ottimi regimi di vendita ed un’auto invidiabile anche da un grande marchio, Fisker Automotive, sebbene non navighi attualmente in buone acque, è divenuta un nome noto in tutto il mondo.

Esistono però moltissimi produttori nelle varie realtà nazionali: in Europa molte delle citycar economiche in arrivo sul mercato nei prossimi due anni hanno nomi nuovi per le orecchie degli acquirenti, a volte disorientati anche per questo.

Negli States esiste un marchio che, dal 2010, ha lanciato sul mercato una serie di vetture da città all-electric, fin’ora rimaste confinate entro un raggio d’azione limitato: è Wheego Electric Cars.

Il nome, per gli appassionati di mobilità pulita, non è una novità, trattandosi di una delle prime offerte apparse in America: la sua Wheego LiFe venne presentata al Los Angeles Auto Show del 2010, stesso anno di lancio della Leaf di Nissan; e adesso la società pensa di fare un salto di qualità.

Non certo di competere con Tesla, ma di espandere la propria produzione: dopo anni di realistica stima delle proprie possibilità, ha affermato il CEO dell’azienda, il marchio si è costruito una fetta di mercato soddisfatta e disposta a tornare da loro.

Il segreto, che poi è una norma di buon senso, è stato il non sopravvalutare le potenzialità di una due posti elettrica – la LiFe EV – immessa sul mercato da un nome emergente, qual’era (e globalmente rimane) il loro. Non fare il passo più lungo della gamba, si direbbe: in questo modo, le auto non sono andate invendute.

Ora il progetto prevede l’espansione dell’offerta: se le citycar si vendono, allora si può pensare di allargare l’orizzonte con un SUV elettrico.

Wheego Electric Cars ha sede ad Atlanta ma le auto le assembla in Cina dopo aver prodotto i componenti negli USA (la stessa LiFe era stata originariamente sviluppata dalla cinese Shanghuan Automobile col nome di Whip): anche il nuovo SUV, previsto nell’arco del 2014, avrà telaio e carrozzeria prodotti in Oriente, pratica usuale tra i produttori automobilistici “minori”.

Il prezzo potrebbe essere di 44.000 $ (la LiFe ne costa 32.995): non interessa a noi perché non verrà mai esportato ma rende l’idea dei prezzi che circolano anche nel paese a stelle e strisce.

Qual è il punto di questa storia? Il punto è che l’azienda, dopo un paio d’anni di quieta presenza sul mercato, senza strafare, ora si dice convinta che nei prossimi anni il commercio di auto elettriche si aprirà sempre di più: pertanto investe, apre una nuova linea di produzione in Cina, e punta ad offrire i suoi prodotti a molti più americani che in passato.

Saranno tutti salti nel vuoto? Vedremo. Intanto, è una strategia che anche molti emergenti dell’industria dell’auto pulita italiana adottano; comprensibilmente, aggiungerei. Ma non sarebbe il caso che anche lo stato cominciasse a crederci un po’ di più e provasse a trattenere queste opportunità di crescita ed occupazione sul territorio?

 

Andrea Lombardo

Fonte: AutoblogGreen, Plug In Cars

 

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