Zero Motorcycles SR e FX: performance vere, pochi compromessi (TEST)

0
1194
Zero FX
Zero FX
Zero FX

Le moto elettriche della casa americana sbarcano in Italia con l’ambizione di imporre un modo nuovo di concepire il divertimento su due ruote. Potenza e maneggevolezza, assieme ad un design ricercato ma non eccessivo. Costano care: da 10.390 euro a 18.290 euro

 

 

Zero SR

Autonomia: da 124 km (autostrada) a 243 (ciclo urbano)

Tempo di ricarica: da 2,4 ore (con caricatore supplementare) a 8,6 ore (caricatore standard)

Prezzo: 18.290 euro

Zero FX (ZF5.7)

Autonomia: da 34 km (autostrada) a 56 (ciclo urbano). Mod. FX ZF5.7 da 48 km a 113 km.

Tempo di ricarica: da 1,9 ore (con caricatore supplementare) a 4,1 ore (caricatore standard). Mod. ZF5.7 da 1,8 a 7,8 ore.

Prezzo: 10.390 euro (+2.410,00 €)

 

Zero SR
Zero SR

L’azienda californiana Zero Motorcycles debutta in Italia con la sua gamma di moto elettriche che vanno ad affiancare nell’offerta del mercato le – ancor poche – proposte oggi presenti nella categoria. Dalle conosciute Brammo alla italianissima CRP Energica, Zero Motorcycles punta a farsi strada proponendo una gamma di modelli variegata che mira ad un’offerta in grado di soddisfare differenti esigenze. Abbiamo provato le nuove SR ed FX, rispettivamente la naked sportiva e la enduro della famiglia Zero. A queste si affiancano i modelli Zero S e Zero DS, a loro volta una nuda dall’impostazione meno estrema della SR ed una enduro dual sport nata per l’impiego urbano e su ogni percorso. Non mancano, inoltre, differenti possibilità di personalizzazione, tra cui un power tank (modello SR) e l’allestimento ZF5.7 (modello FX) per avere rispettivamente più autonomia e prestazioni superiori. Tutto questo ha un prezzo, ed è salato: dai 10.390 euro della FX si sale ai 18.290 euro della SR, al netto delle eventuali personalizzazioni richieste dal cliente. Cifre tutt’altro che contenute, alle quali però fanno da contraltare spese di gestione realmente irrisorie. Esenzione del bollo per 5 anni e costi del “carburante” irrisori sono tra queste, alle quali si aggiungono una manutenzione ordinaria pari a zero (ad esclusione del materiale di consumo) e un garanzia sulle batterie pari a 5 anni o 160.000 km.

Zero Motorcycles: ben fatte!

Ad una prima, rapida occhiata, le due proposte Zero appaiono decisamente ottime realizzazioni. Semplici ma curate nelle finiture, si concedono poche frivolezze stilistiche, mostrando tra l’altro una compattezza generale che lascia intuire estrema agilità. Pochi i dettagli “stonati”, tra i quali certamente l’enorme puleggia di trasmissione posteriore per la cinghia dentata, i blocchetti elettrici di fattura poco ricercata e pochi altri particolari. Il motore elettrico è di tipo brushless trifase, progettato da Zero Motorcycles e denominato Z-Force. Dotato di trasmissione monomarcia, tra le caratteristiche di questo propulsore salta all’occhio la compattezza generale e il raffreddamento ad aria, con gli elementi alettati esposti al flusso senza l’utilizzo di convogliatori. La naked Zero SR vanta una potenza di 67 cv (50 kW) a 4.000 giri/min. Guidabile con patente A2, le prestazioni dichiarate parlano di 164 km/h di velocità massima e un’accelerazione da 0 a 100 km in appena 3,3 secondi. L’enduro Zero FX adotta un propulsore meno potente, capace di 27 cv (20 kW) a 3.700 giri/minuto che salgono a 44 cv (33 kW) a 3.700 giri/minuto per l’allestimento più esclusivo ZF5.7. Lo scatto 0-100 è coperto in 4,3 secondi (4,0 per la versione ZF5.7) e la velocità massima è di 137 km/h. Tutte le moto prodotte da Zero Motorcycle sono dotate di batterie agli ioni di litio, con capacità differenti in base alle scelte dell’utente. Per la SR, ad esempio, la casa rende disponibile un power bank che aumenta l’autonomia fino a un massimo di 298 km.

 

S1060019Zero SR: naked sportiva per aggredire curve e tornanti

La Zero SR è un modello che ripropone le caratteristiche di una “classica” nuda dal piglio sportivo. Compatta nelle dimensioni, la moto si dimostra capace di regalare una confidenza immediata, complice la ridotta altezza da terra e il peso contenuto in appena 188 kg. La moto offre tre modalità di guida, dalla Sport a potenza libera (e senza frenata rigenerativa) fino alla Eco, passando per una mappa Custom personalizzabile dall’utente tramite smartphone. Lungo la salita che da Trento porta al Monte Bondone, luogo di “pellegrinaggio” di migliaia di motociclisti attratti dall’incessante susseguirsi di curve e tornanti, abbiamo fatto la conoscenza di una moto estremamente agile, scattante e aggressiva. Nella mappatura Sport, il motore è capace di stacchi da fermo impressionanti, ai quali segue un’accelerazione che lascia sbalorditi, e che proietta fino a velocità da ritiro patente immediato nel volgere di poche centinaia di metri. A questa esuberanza viene in supporto una ciclistica reattiva ma anche molto precisa, solo parzialmente inficiata da un set-up delle sospensioni decisamente rigido che, non copiando alla perfezione buche e avvallamenti, restituisce una risposta a tratti nervosa. La coppia, sempre disponibile del motore, impone attenzione nell’apertura del gas a moto inclinata, tanto che non sarebbe eccessivo l’impiego di un controllo della trazione. Ottimamente frenata e dotata di sistema ABS poco invasivo, la gommatura Pirelli Diablo Rosso II della Zero SR si dimostra un valido sostegno, fornendo una buona presa sull’asfalto. Peccato che i tecnici americani abbiano optato per una gommatura dal profilo estremamente contenuto (110/70 anteriore e 140/70 posteriore) perché la moto meriterebbe certamente una impronta a terra maggiore per essere sfruttata a fondo nell’utilizzo più sportivo. L’anteriore, inoltre, accusa un leggero effetto sovrasterzante, probabilmente dovuto all’eccessivo carico impostogli dal set-up. Grazie alla molteplice possibilità di regolazione offerta dalle sospensioni Showa, la caratteristica è a nostro avviso facilmente smorzabile abbassando il posteriore e ripristinando una distribuzione dei carichi più neutra tra asse anteriore e posteriore.

 

 

S1030092Zero FX: Enduro anche per gli specialisti

Nata per il fuoristrada amatoriale, la Zero FX è una moto che si rivela potenzialmente adatta anche all’impiego estremo. La prima caratteristica che si nota, oltre all’elevata altezza della sella, è la prontezza di risposta del motore, capace di accelerazioni brucianti e (volendo) gustose impennate. Questa particolarità ha un rovescio della medaglia, in quanto sulla ghiaia e sui terreni più viscidi la FX richiede esperienza per essere sfruttata, pena repentine perdite di aderenza anche utilizzando la più sfruttabile mappatura Eco. L’accelerazione e le capacità di ripresa sono esaltate dal peso contenuto in appena 112 kg (131 in versione ZF5.7). La ciclistica, anche qui, si rivela estremamente agile, disposta a seguire ogni velleità del pilota fino a spingersi al fuoristrada più impegnativo al pari di moto endotermiche specialistiche. La Zero FX si lascia così condurre con estrema disinvoltura, imponendo al pilota uno sforzo fisico davvero contenuto. Almeno fino a quando non si spinge sul serio. Su strada, l’enduro Zero si apprezza per frenata (anche qui l’ABS è di serie) e sfruttabilità generale, offrendo una chiara percezione di controllo totale in ogni situazione.

Autonomia ok, ma attenzione al calore

Nella sostanza, le due novità Zero ci hanno convinto appieno, mostrandosi esattamente per quello che sono: sportiva e sfruttabile la SR, fuoristrada brillante la FX. Durante il test abbiamo però rilevato un potenziale problema legato al surriscaldamento del propulsore. In una giornata particolarmente torrida e con un uso tutt’altro che parsimonioso del gas, abbiamo registrato un rapido aumento della temperatura dei motori, soprattutto in salita e tra i tornanti alla ricerca delle massime performance. Seppure questo non rappresenti una controindicazione strutturale, visto che l’elettronica “sente” il calore limitando le prestazioni fino allo stabilizzarsi delle temperature, dall’altro questa situazione può interferire con il divertimento di guida, a causa di un taglio netto di spunto e ripresa che costringe a rallentare il passo fino al rientro nei parametri normali. Questo avviene perché le alettature del propulsore sono parzialmente nascoste dal pacco batteria, e per questo non sufficientemente investite dal flusso d’aria fresca. Due convogliatori opportunamente sagomati potrebbero aiutare ad ovviare al problema. In tema di autonomia, la Zero SR si è dimostrata indicativamente in linea con quanto promesso (164 km nel ciclo misto): abbiamo affrontato circa 30 km a tutto gas utilizzando quasi esclusivamente la mappatura Sport, arrivando a consumare circa il 30% di carica. Non male davvero. Per la Zero FX, invece, dopo lo stesso chilometraggio ci siamo trovati a parcheggiare le moto con appena il 27% di carica residua. Per un impiego fuoristradistico spinto, viene in aiuto il comodo sistema di sostituzione del pacco batterie previsto su questo modello, che in pochi istanti permette al pilota di sostituire l’accumulatore e ripartire.

 

 

 

L’azienda: dalla California al mondo intero in meno di 10anni
L’azienda: dalla California al mondo intero in meno di 10anni Zero Motorcycles nasce a Santa Cruz, in California, nel 2006. Da subito orientata alla realizzazione di moto elettriche premium, i primi prototipi vedono l’attività si concentra nella “elettrificazione” di alcuni modelli da fuoristrada specialistico. Attualmente la società vanta oltre 100 dipendenti, con una capacità produttiva di 15/18 moto al giorno. Il mercato di riferimento è quello californiano, ma già da due anni Zero Motorcycles è presente anche in Europa, in Australia e in altri Paesi nel mondo. Nel 2014 la società ha venduto circa 2.000 unità complessive. Nel Vecchio Continente, il principale mercato è quello tedesco, dove Zero vanta 30 concessionari e ha chiuso il 2014 con oltre 140 moto. In Italia il debutto è avvenuto lo scorso aprile, con l’apertura delle concessionarie a Milano e Roma alle quali si aggiungerà presto quella di Bolzano. Le moto prodotte da Zero sono attualmente in uso da alcune polizie locali in Spagna e a Los Angeles, grazie ad un allestimento dedicato della versione DS realizzato appositamente.

 

 

 

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here