Auto elettriche, ricarica smart: 8 Case automobilistiche e 15 compagnie energetiche protagoniste negli USA

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ricaricaTagliare la domanda di energia nelle fasce orarie meno convenienti per concentrarla quando non crea problemi alla rete: è sempre attorno alla gestione intelligente delle ricariche dei veicoli elettrici che ruotano gli interessi di case automobilistiche e compagnie di distribuzione dell’energia.

Il problema, per noi apparentemente distante, si sta delineando con sempre maggior chiarezza negli Stati Uniti, dove sono oltre 225,000 le auto elettriche comparse sulle strade dal 2010 ad oggi.

Ecco così nascere una collaborazione trasversale fra l’EPRI (Electric Power Research Institute), ben otto Marchi dell’automobilismo e 15 società energetiche: fra i primi si leggono General Motors, BMW, Toyota, Mercedes-Benz, Honda, Mitsubishi e Ford. Nell’elenco compare anche Chrysler, che, malgrado l’ostilità di Marchionne nei confronti delle vetture con la spina, vende sia in California che in Oregon un’apprezzata versione a batterie della Fiat 500.

Sul versante delle compagnie elettriche la parata di nomi include alcuni fra i principali degli Stati Uniti in questo settore, quali DTE Energy, Duke Energy, Southern California Edison e Pacific Gas & Electric.

L’obiettivo è sviluppare una piattaforma di gestione dei rifornimenti che metta in grado veicoli di ogni Casa e rete di dialogare costantemente, così da consentire ai gestori di regolare l’afflusso di energia a seconda delle esigenze specifiche del momento.

Alla base di questa esigenza, già più volte affrontata in passato nel nostro blog, vi è il rischio che un numero sempre maggiore di EV connessi localmente alla rete elettrica incida negativamente sulla stabilità della stessa; unitamente a ciò, vi è poi la necessità di educare gli utenti ad un utilizzo corretto della ricarica, scoraggiandone l’abuso ed indirizzando le persone a regolarizzarne la pratica in quelle fasce orarie che vedono la rete di distribuzione urbana meno stressata.

Il come gestire questo ipotetico problema solleva molte domande sulle ripercussioni pratiche della gestione remota dell’erogazione dell’energia alle auto in ricarica, riguardo ai quali vi rimandiamo a precedenti articoli.

Gli Stati Uniti, a tal proposito, possono fornire un esempio della realtà che fra alcuni anni potrebbe divenire comune anche in Europa.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: EPRI

 

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