Cambiano gli incentivi verdi in California, sempre più premiate le auto a idrogeno

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California - photo credit: Ken Lund via photopin cc
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California – photo credit: Ken Lund via photopin cc

La California Air Resources Board (CARB) ha deciso di cambiare le regole in merito ai suoi crediti ambientali, gli ZEV Credits. Nati per incentivare le Case automobilistiche a produrre veicoli a bassissime o zero emissioni, sono stati parte delle iniziali fortune di Tesla Motors e di quante start up avessero investito sulla mobilità emission free, mettendole in condizione di poter rivendere i crediti acquisiti in eccesso a quei Marchi, spesso maggiori, non ancora adeguatisi.

Con la nuova normativa introdotta, la CARB ha però assestato un colpo mancino alla stessa Tesla Motors: riassestando i valori in gioco, con il massimo punteggio portato a quota 9 anziché 7 (sin’ora conseguito proprio dalla Model S) ed assegnando un maggior peso alla rapidità del sistema di rifornimento, la berlina elettrica premium orgoglio di casa Tesla è scivolata a quota 4 ZEV Credits.

A beneficiare dei nuovi criteri sono invece tutti i modelli elettrici alimentati da fuel cells ad idrogeno, capaci facilmente di avere autonomie di 300 km ma con tempi di rifornimento simili a quelli della benzina.

Così, mentre Hyundai (che, dopo l’ix35 Fuel Cell, sta promuovendo il Tucson Fuel Cell), Toyota ed Honda hanno di che festeggiare, Tesla Motors vede sfumare forse definitivamente una fonte di guadagno.

La rivendita dei crediti eccedenti guadagnati dalla Model S, 502 km di autonomia e 210 km/h di velocità massima nella versione Performance con batteria da 85 kWh, aveva fruttato parecchio alla start up californiana: c’è però da dire che la società aveva già messo in preventivo l’azzeramento di questi proventi.

Già nell’ultimo trimestre del 2013 tale rendita era stata pressoché nulla e durante il rendiconto di fine anno Tesla pronosticava di non poter più fare affidamento sulla vendita degli ZEV Credits come voce fra le sue entrate.

D’altronde la Casa automobilistica specializzata nell’elettrico ha imparato a camminare con le sue gambe e punta ad accrescere i propri introiti con l’affermazione su nuovi mercati e con la costruzione delle sue infrastrutture di ricarica rapida.

Tuttavia, proprio il dissolversi della prospettiva di poter acquisire benefici dai crediti ambientali della California potrebbe aver dato il colpo di grazia ad uno dei progetti più interessanti presentati da Tesla nel corso dell’anno passato: si tratta del battery swapping, la sostituzione immediata dei pacchi batterie scarichi delle vetture, in meno di un minuto.

L’idea di attivare questa opzione (in passato fallita per i prematuri tentativi fatti da BetterPlace e Renault), che abbatte i tempi di ricarica delle auto a discapito di una certa macchinosità nella logistica relativa alle gestione batterie ritirate, non converrebbe infatti più a Tesla Motors, in quanto comunque non raggiungerebbe il massimo degli ZEV Credits assegnabili.

Tuttavia, mai dire mai: gli stessi ZEV Credits potrebbero essere dismessi, in quanto il semplice meccanismo di rivendita fra Case automobilistiche che ne hanno in eccesso ed altre che ne difettano vanifica l’efficacia dello strumento, nato per obbligare tutti i marchi a produrre almeno un’auto a zero emissioni.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: CARB