Dagli aspirapolveri senza fili all’auto elettrica: Dyson insegue Musk

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Convinto che se si dispone della tecnologia migliore e si è in grado di soddisfare le attese della clientela, non c’è ragione per cui il proprio prodotto non si debba affermare, James Dyson, re dell’aspirapolveri senza filo, non teme la concorrenza dei giganti dell’automotive e si appresta a lanciare la sua prima auto elettrica.

Le auto elettriche di Dyson

Molti operatori del settore automotive sostengono da tempo che l’avvento dell’auto elettrica segnerà l’ingresso sul mercato di nuovi player provenienti dall’industria dell’elettrodomestico che detiene ineguagliabili esperienze nella progettazione, sperimentazione e realizzazione di motori elettrici e batterie, elementi strategici per l’affermazione della mobilità a zero emissioni.

Non deve pertanto stupire se uno dei maggiori imprenditori mondiali la cui fortuna è legata all’affermazione di prodotti come aspirapolveri, asciugacapelli e ventilatori con la caratteristica distintiva dell’innovazione tecnologica, decida la sua discesa in campo investendo nella produzione di auto elettriche per mettere a maggior frutto il know-how delle sue schiere di ingegneri.

È questo il caso di James Dyson, 72 anni, padre dell’aspirapolveri senza filo, probabilmente uno degli imprenditori più ricchi del Regno Unito che, dopo aver annunciato l’anno scorso la sua intenzione di realizzare un’auto elettrica innovativa, ora dà maggior corpo ai suoi progetti lasciando trapelare qualche particolare sul progetto pur senza contravvenire alla regola di quella sostanziale riservatezza che ha sempre contraddistinto la sua attività.

Produzione a Singapore, R&D in Gran Bretagna

Pur essendo un deciso fautore della Brexit, Sir James Dyson ha preferito dislocare la produzione della nuova auto nello stabilimento di Singapore dove già si produce parte dei suoi elettrodomestici. La scelta, come affermato dallo stesso Dyson in una recente intervista a GQ Magazine, non ha motivazioni economiche, in quanto a Singapore il salario medio è il doppio di quello inglese, ma piuttosto trae ragione dalla diffusa cultura ingegneristica locale. Vale la pena comunque ricordare che la città stato di Singapore si colloca alle porte della Cina che rappresenta il più grande mercato potenziale dell’auto elettrica e pertanto costituisce una location dal sapore eminentemente strategico.

Più recentemente la Dyson ha poi acquistato e sta ampliando parte della struttura di un campo d’aviazione a Hullavington, cittadina nel centro sud della Gran Bretagna, nel passato utilizzato dalla Royal Air Force.

In particolare, in due grandi hangar sono al lavoro circa 400 persone dedicate alla progettazione e realizzazione dei diversi prototipi di auto e si prevede che il numero dei dipendenti possa a regime raggiungere le 2000 unità.

È poi in corso di realizzazione un circuito di prova di circa 15 chilometri complessivi che dovrebbe consentire di simulare diverse caratteristiche di percorso

Investimenti importanti

Al momento l’investimento nel progetto è di circa 2,3 miliardi di sterline sia per lo sviluppo dell’auto che dei motori e delle batterie.

L’acquisto e l’ampliamento del futuro centro di prova e collaudo ha poi richiesto un ulteriore investimento di circa 200 milioni di sterline.

Cifre di grande importanza ove si consideri che il valore stimato di Dyson dopo 17 anni di attività è di circa 9,5 miliardi di sterline e, ogni settimana la società spende in media 8 milioni di sterline in ricerca e sviluppo di nuovi prodotti. Inoltre, a livello globale l’azienda impiega 11.750 dipendenti.

Negli investimenti gioca un ruolo importante la filosofia di Dyson che tende ad accentrare “in casa” la realizzazione della maggior parte dei componenti per diminuire la dipendenza dai fornitori esterni ed avere un maggior controllo della qualità e dei tempi di produzione.

Un capitolo a sé stante è poi costituito dalle batterie che dovrebbero essere sviluppate dalla Sakti3, un’azienda del Michigan negli Stati Uniti, acquisita da Dyson pochi anni fa e la cui specializzazione è nelle batterie allo stato solido, più performanti ed affidabili di quelle al litio.

Rumors di mercato sostengono che proprio sulla base dei brevetti in possesso di tale azienda, i tecnici di Dyson siano riusciti a sviluppare una soluzione di maggior rendimento che potrebbe rappresentare l’arma in più sul mercato dell’auto elettrica.

Ricordare a Dyson, come molti si sono affrettati a fare, l’illustre caso di Elon Musk, padre di quella Tesla che pur rappresentando il prodotto più avanzato tecnologicamente presente sul mercato dell’auto elettrica, non ha ancora prodotto i ritorni economici sperati, non ne ha modificato la convinzione che un’azienda tecnologica debba sempre continuare ad alzare il livello della sfida.

Ma come sarà il prodotto?

Relativamente alla configurazione della nuova auto non sono state rilasciate indiscrezioni anche se il suo lancio dovrebbe essere previsto per la fine 2020 o al più tardi nel corso del 2021.

A tempi più lunghi dovrebbe seguire una gamma costituita probabilmente da tre diverse vetture.

Nessun prototipo è stato presentato e tutto quanto si conosce si può riassumere nel termine “radicalmente diversa” indicato dallo stesso Dyson nelle poche interviste rilasciate.

I dettagli che circolano indicano però che non sarà un’auto sportiva ma certamente sarà, come tutti i prodotti aziendali, di fascia alta e non economica. Semplificando si potrebbe dire che sarà in competizione nel segmento della Tesla di prezzo più elevato.

Così come è stato per i primi aspirapolveri prodotti senza il classico sacchetto e poi senza filo, presenterà aspetti tecnologici altamente innovativi e differenzianti rispetto all’offerta del mercato.

In quanto rappresentante di una nuova tecnologia anche la sua definizione estetica dovrà essere diversa dalle auto con motorizzazioni a combustione interna.

Efficienza e aerodinamicità saranno fattori fondamentali nel suo sviluppo e, come sostiene lo stesso Dyson, il suo aspetto sarà dettato soprattutto dalla sua ingegneria.

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