Venerdì scorso, si è tenuta al Politecnico di Milano una tavola rotonda dedicata al vehicle sharing. Durante l’incontro si è affrontato il tema della mobilità a Milano, dal punto di vista tecnologico, ambientale, sociale ed economico, in funzione soprattutto di Expo 2015.
L’iniziativa è stata un momento di confronto tra gli attuali player del settore e i servizi attivi nella città di Milano e si è proposta di tracciare le linee di sviluppo, gli ambiti di miglioramento e i benefici che il vehicle sharing può portare alla collettività.
Tra gli altri, all’incontro ha presenziato Giovanni Alberio, Responsabile Relazioni Istituzionali SEMS (società del gruppo FNM), che dal 2010 cura – assieme a Trenord – il primo progetto di car sharing ecologico e-vai.
E-vai è un nuovo sistema di mobilità alternativo all’utilizzo del mezzo privato, integrato al servizio ferroviario lombardo. L’obiettivo è quello di contribuire a diminuire le auto in circolazione, ad aumentare il numero dei parcheggi disponibili e a ridurre i problemi di traffico e inquinamento.
In più il servizio consente all’utilizzatore di pagare solo l’uso effettivo della vettura, senza i costi fissi di manutenzione, tasse e assicurazione legati al mezzo privato e con un’assistenza continuativa.
Le auto, che possono ospitare fino a 4-5 persone, possono inoltre essere utilizzate anche in modalità car pooling.
«Oggi il servizio è attivo in oltre 45 postazioni dislocate in tutta la Regione, principalmente nei capoluoghi di Provincia e nelle aree di confluenza di più mezzi di trasporto – spiega Giovanni Alberio. – Ci sono ad esempio delle postazioni a Sondrio, Varese, Bovisa, ma anche in piccoli centri dell’hinterland milanese. In quest’ultimo caso, è l’amministrazione pubblica che, anziché acquistare un’auto di servizio, sceglie di usare il car sharing, mettendo il veicolo a disposizione dei cittadini nei momenti di inutilizzo del servizio (ad esempio nel week-end, ndr)».
«In futuro credo sia importante una semplificazione della fruizione per rendere il servizio sempre più utile ed efficiente per il cittadino – conclude Alberio. – In questo senso, si potrebbe pensare ad una banca dati condivisa per mettere gli utenti nella condizione di non fornire gli stessi documenti ai molti gestori presenti sul territorio».
Fonte: e-vai
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