Italia, riferimento per lo sviluppo dell’e-Mobility a due ruote

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Secondo una recente analisi del TUV Italia, nel nostro paese sono presenti molteplici fattori, a iniziare da quelli climatici, che potrebbero incidere positivamente nell’accelerare il trend di crescita della mobilità elettrica su due ruote assegnandole un ruolo di primo piano.

e-Mobility: una scelta contemporanea

Il TUV Italia, emanazione nazionale di uno dei più importanti enti regolatori al mondo, ha recentemente analizzato lo scenario mondiale, europeo e italiano della mobilità elettrica soffermandosi in particolare sulla realtà a noi più vicina.

Il fenomeno della e-Mobility è ormai una realtà in costante crescita in tutto il mondo, al punto da essere accreditato ancora per i prossimi anni di tassi di incremento a due cifre. Ad essi contribuirà senza dubbio il settore dell’automotive nel senso più stretto del termine ma, in buona parte, anche la sempre più rilevante presenza delle due ruote, e-bike e scooter in particolare.

Questo trend è sostenuto dalla necessità di affrontare temi di assoluta attualità, quali il contenere l’inquinamento atmosferico entro limiti di sicurezza per l’ambiente e la salute delle persone, diminuire quello acustico e marginalizzare la congestione del traffico che assedia soprattutto i grandi centri urbani.

Sotto questo profilo, come rileva TUV Italia nella sua disanima, la scelta delle due ruote ad alimentazione elettrica appare in linea con le necessità quotidiane d’utilizzo sia in termini di autonomia che di mobilità nel traffico cittadino.

Oggi, infatti, l’autonomia offerta dai mezzi a due ruote elettrici va dai 50 km di e-bike e scooter sino a oltre 170 km delle moto e presentano modalità di ricarica piuttosto semplici. Inoltre, essi consentono di muoversi con agilità e rapidità all’interno delle città, senza provocare inquinamento e limitando sia i problemi di parcheggio che di traffico.

Proprio per questo i due ruote equipaggiati con motorizzazione elettrica appaiono la soluzione privilegiata dalle amministrazioni locali per promuovere una mobilità alternativa attraverso proposte di bike sharing anche per favorire l’intermodalità a fronte delle limitazioni del traffico veicolare nelle zone cittadine più congestionate.

In questa nuova mobilità, l’Italia potrebbe giocare un ruolo di primo piano per le sue caratteristiche, non ultime quelle climatiche, oltre che per la presenza di una diffusa cultura cittadina legata all’utilizzo delle due ruote.

Ciò è testimoniato anche dai dati che, pur confermando come tale mercato sia ancora di nicchia, mostrano una sua evoluzione significativa e costante. Nel 2017, infatti, l’incidenza dell’alimentazione elettrica sul totale delle due ruote era dell’1% rispetto allo 0,1% dell’incidenza dei veicoli elettrici sul totale delle 4 ruote.

Da considerare, poi, il ruolo sempre più propositivo dell’offerta che si va arricchendo anche della presenza di nuovi player, alcuni dei quali provenienti da settori industriali assolutamente nuovi per il settore.

Il Rapporto dell’Osservatorio Focus 2R

La nota del TUV Italia si sofferma anche a considerare i risultati emersi dal terzo rapporto dell’Osservatorio Focus 2R presentato recentemente da Confindustria ANCMA e promosso insieme a Legambiente, uno studio considerato unico ed esaustivo delle tendenze in atto, delle caratteristiche e prospettive della mobilità elettrica in Italia.

Il rapporto certifica la crescita complessiva del settore delle due ruote evidenziando, in particolare, l’aumento della disponibilità media di infrastrutture ciclabili (+9% dal 2015) e la presenza di Comuni dove è operativo il bike sharing (+6,1%).Parallelamente si registra un numero crescente di Comuni che hanno allestito postazioni di interscambio bici in almeno una stazione ferroviaria.

Inoltre, come sottolineato da Andrea dell’Orto, Presidente di Confindustria ANCMA, nel 2017 sono aumentati dell’11% le possibilità di noleggio e il 68% delle flotte è rappresentato da veicoli elettrici.

Anche il numero di città dotate di punti di ricarica per veicoli elettrici mostra un incremento dell’11,8%.

Ecobonus e incentivi locali

Non mancano però le carenze puntualmente rilevate dallo studio e tra queste il fatto che sono ancora poche le città che offrono incentivi per l’acquisto di bici tradizionali (9%) e a pedalata assistita (14%).

In tal senso ancora Andrea dell’Orto ha osservato “Sappiamo bene che a livello locale le leve economiche e gli spazi di manovra sono ridotti; è quindi necessario e auspicabile un intervento di livello amministrativo più alto. Abbiamo apprezzato lo sforzo del Governo per introdurre gli Ecobonus, che però hanno una copertura economica fino al 2019. Auspichiamo quindi che si possano trovare le risorse necessarie a rendere più strutturali e duraturi gli incentivi, estendendoli anche ai tricicli, quadricicli e ai motocicli sopra gli 11 kw di potenza”.

L’introduzione degli Ecobonus anche per i mezzi a due ruote, al di là di una serie di ritardi e lentezze iniziali, sta iniziando a dare alcuni risultati positivi ad esempio per l’area dei “cinquantini” cresciuti del +2,2% rispetto all’anno precedente. Incremento a cui hanno contribuito in maniera significativa i veicoli a trazione elettrica che hanno più che raddoppiato i volumi totali di vendita. Resta, secondo noi, il rammarico per aver escluso l’e-bike dalla concessione dell’ecobonus statale.

Inoltre, occorre sottolineare come a livello locale, accanto agli incentivi economici, sia necessario prevedere anche altre agevolazioni quali i parcheggi riservati, l’accesso alle corsie preferenziali, la presenza di infrastrutture di ricarica più capillari ad uso esclusivo.

Milano risulta la città di riferimento, a tale proposito, per numerosità e qualità degli interventi posti in atto a favore della e-Mobility anche per controbilanciare le limitazioni al traffico decise con l’istituzione delle aree C e B.

Interventi che così sintetizza l’arch. Valentino Sevino, Mobility Planning Area Director di AMAT, l’Agenzia per la Mobilità, Ambiente e Territorio del Comune di Milano: “Provvedimenti di carattere generale come Area C (che è gratuita per gli elettrici e prevede per i veicoli commerciali elettrici un ingresso esclusivo in quest’area dalle ore 8 alle ore 10), Area B, la gratuità della sosta in tutta la città per tali veicoli elettrici, oltre alle linee guida approvate dal Comune di Milano per l’infrastrutturazione della rete di ricarica pubblica, hanno lo scopo di stimolare il processo di sostituzione dei veicoli endotermici in elettrici. Questo processo, inoltre, rappresenta un cardine fondamentale dei sistemi di mobilità in sharing che hanno, come effetto positivo, quello di ridurre il parco veicolare individuale oltre che rappresentare una vera e propria porta di ingresso alla mobilità elettrica, facendo superare agli utenti quelle diffidenze che spesso si riscontrano su temi come autonomia e tempi di ricarica”.

Il problema della sicurezza

Tra le ombre emerse nel Rapporto Focus 2 Ruote, una delle più rilevanti è legata all’aspetto della sicurezza.

Pochi i Comuni che dichiarano di aver adottato misure specifiche per la sicurezza di bici e moto.

In particolare, per quanto riguarda la mobilità elettrica, come esplicitato dall’ing. Pietro Vergani, Business Unit Manager per i prodotti di consumo di TUV Italia, la mobilità elettrica sta assumendo maggiore attenzione nei nuovi processi di omologazione.

Oltre alla valutazione del consumo energetico e dell’autonomia elettrica con un ciclo di prove dedicato, per la prima volta si sono introdotte verifiche di sicurezza elettrica mirate a garantire standard di sicurezza più elevati.

In tal modo, ed il TUV ne è parte attiva, si tende a garantire la presenza sul mercato di veicoli tecnicamente più sicuri per l’utente finale.

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