L’Inghilterra pronta a tagliare gli incentivi verdi: aiutano poco l’ambiente, serve un piano per cambiare marcia

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photo credit: malias via photopin cc
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L’Inghilterra è una delle nazioni europee che ha fino ad adesso raccolto i minori risultati della pur vasta semina a supporto della mobilità elettrica sul proprio territorio: i Ministri del Regno Unito sarebbero pronti a decurtare gli incentivi per l’acquisto di auto elettriche in vista di una loro completa abolizione.

L’annuncio arriva a seguito di uno studio che analizza i perché di questa disfatta della politica ecologica britannica sulla mobilità ed in simultanea all’apparentemente contraddittorio intento inglese di avere solo veicoli a bassissime emissioni di CO2 su strada dal 2050.

Le 5,000 sterline (poco superiori a 5,900 euro) che fino ad adesso il governo di Sua Maestà elargiva a chi acquistasse un veicolo a trazione elettrica pare, secondo un report del Commons Transport Select Committee, che abbiano più che altro aiutato le famiglie abbienti a dotarsi di una seconda macchina.

Un risultato ben diverso dall’obiettivo originario di spingere la gente a rottamare i vecchi modelli endotermici in favore di una sostituzione con uno a zero emissioni: a quanto risulta dai sondaggi gli Inglesi non riescono a fidarsi dell’autonomia delle auto elettriche e pertanto non se la sentono di abbandonare la cara vecchia benzina; mettiamoci poi che le auto elettriche sono care ed il gioco è fatto.

Insomma, le motivazioni dello scarso successo della mobilità elettrica all’ombra dell’Union Jack sono le stesse di sempre: scarsa conoscenza sulle reali capacità delle vetture, prezzo elevato ed ansia di non trovare colonnine di ricarica.

Dato, quest’ultimo, che rileva come probabilmente qualcosa non abbia funzionato nella comunicazione delle iniziative relative alle infrastrutture: nel 2012 il governo britannico ha speso 11 milioni di sterline (oltre 13 milioni e 100mila euro) per la costruzione di 1,600 stazioni di ricarica nel Paese, stazioni che però i potenziali utenti dicono di non sapere come trovare.

Del fondo (30 milioni di sterline, ergo 35,837,141 euro) stanziato per erogare gli incentivi circa un terzo è stato impiegato: troppo poco per continuare a giustificarne l’esistenza sebbene abbia giocato un ruolo determinante in 9 acquisti su 10 di auto elettriche.

Proprio una ricerca del Transport Research Laboratory si dice convinta che il taglio o l’eventuale sospensione degli incentivi rischia di gambizzare i produttori di auto elettriche sul mercato inglese. Tuttavia, qualcosa deve cambiare a livello strategico per un Paese che ha investito anche sull’industria automobilistica a zero emissioni (attirando Nissan a produrre la Leaf per l’Europa nell’impianto di Sunderland, ad esempio) facendone anche una strada occupazionale.

La soluzione potrebbe essere “il cambio di marcia” ambizioso ma realistico promesso dal Ministro dei Trasporti britannico Norman Baker, basato su nuovi 500 milioni di sterline (597,285,692 milioni di euro) spalmati sul quinquennio 2015-2020 a supporto dello sviluppo dei trasporti ecologici: consultazioni aperte con le industrie ed i consumatori dovranno individuare le strade da perseguire per portare a risultati concreti.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Daily Mail

 

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