Volvo Concept Coupe Plug-in Hybrid al Salone di Francoforte 2013: il design scandinavo a braccetto con l’elettrico

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La Volvo Concept Coupe Plug-in Hybrid non è un’auto futuristica, è un’auto realistica. Questo il senso dell’operazione condotta da Volvo con la divulgazione di tre concept car tra le quali spicca l’elegante coupe: dare un assaggio di quanto il Marchio scandinavo proporrà sul mercato nei prossimi anni grazie alle potenzialità della nuova piattaforma architettonica dei suoi veicoli.

La Scalable Product Architecture concepita all’interno dell’azienda dona a Volvo la possibilità di riprogettare tutta la famiglia dei suoi veicoli secondo un unico filo conduttore, tanto che tra il Coupe ed il SUV XC90 che sarà svelato nel 2014 viene anticipata una riconoscibile somiglianza: il design del Concept Coupe sarà quello distintivo di tutti i nuovi modelli della Casa.

Orgogliosi di fregiarsi del titolo di esponenti del design scandinavo, i progettisti Volvo si sono ispirati alla classica P1800 prodotta dal Marchio negli anni ’60: il risultato non ha però nulla di datato, dimostrandosi una reimmaginazione di quegli elementi ben riuscita in chiave contemporanea.

L’estetica della vettura la pone come un mix di eleganza, essenzialità e potenza: una calma consapevolezza di forza è quello che l’auto vuole esprimere tramite le sue forme, dilatate ed al tempo stesso filanti.

Quanto è però più interessante è la declinazione del propulsore benzina di generazione Drive-E in versione plug-in hybrid: Volvo lavora sull’elettrico già da tempo e la proposizione di nuovi modelli che adottino motori ibridi sono tutti passi avanti in tal senso.

La propulsione dell’auto, molto aggressiva, è data da un motore benzina 4 cilindri da 2 litri turbo compresso a trazione anteriore; posteriormente lavora invece un motore elettrico, per un totale di 400 cavalli e 600 Nm di coppia.

È presumibile che in puro elettrico l’auto possa percorrere circa una trentina di km come la V60 Plug-in Hybrid che tanto ha avuto successo dal 2012 ad oggi: per speculare sulle sue prestazione è però ancora presto.

Si tratta però della dimostrazione che Volvo fa sul serio nel voler adottare la tecnologia ibrida su scala più vasta: proprio i motori Drive-E sono stati concepiti come già predisposti per lavorare con un secondo propulsore elettrico e l’architettura scalabile delle vetture è pensata per alloggiare un pacco batterie.

Tutto questo, naturalmente, in attesa di veder presentare quella Volvo C30 Electric che si era dimostrata molto interessante nei test invernali condotti dal Marchio scandinavo.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Volvo

 

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