Renault Zoe: sarà la Giovanna D’Arco delle auto elettriche?

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Credits: Renault Marketing 3D-Commerce
Credits: Renault Marketing 3D-Commerce

La Renault Zoe è la compatta francese nata come modello solo elettrico, non esistendone infatti una versione a carburante fossile, che rappresenta la vera scommessa della casa transalpina.

La Zoe, piazzandosi sul segmento di mercato delle compatte cittadine in cui le diesel vanno per la maggiore, in virtù di un’autonomia in ciclo d’omologazione di 200 km, quindi decisamente buona per gli standard attuali dell’elettrico, potrebbe avere le carte in regola per “fare il botto”.

 

Se lo augurano i francesi e d’altronde la nazione della Marsigliese ha una percezione della mobilità elettrica già molto diversa dalla nostra: la politica nucleare nel passato ha spinto l’abbandono del carbone per la produzione di energia elettrica, il che, senza voler sostenerne la bontà come scelta, rende nella fattispecie meno attaccabile la mobilità elettrica dal punto di vista delle risorse che stanno dietro al suo processo produttivo; inoltre, negli ultimi anni sono stati adottati programmi di promozione delle auto elettriche come il car sharing Autolib, messo in pratica con ben 1.760 BlueCar di Bollore e che conta 760 punti di ricarica dedicati nella regione dell’Île-de-France.

Esistono poi altri progetti turistici che si avvalgono sempre di mezzi a trazione elettrica, a volte addirittura guidati da un software per le strade di piccoli centri.

 

Anche in Francia però la diffusione delle auto elettriche è stata dilazionata a causa della lentezza nell’approntare una rete di ricarica sul territorio nazionale, per quanto i numeri dei parcheggi riservati e delle stazioni di ricarica sia uno dei più alti d’Europa.

Ma il terreno è stato preparato in maniera ben diversa che da noi, dove non è stato preparato, si potrebbe dire, e la Zoe è la compatta elettrica che, prima dell’arrivo della i3 di BMW, cercherà di sfondare il muro della diffidenza nei confronti dell’elettrico.

 

Alcuni dubbi potrebbero venire dalla scelta di non dotare l’EV francese di uno standard di ricarica che le consenta di essere collegata ad una qualsiasi presa domestica, ma d’altra parte moltissime delle auto fin’ora prodotte richiedono l’installazione di una Wallbox apposita con una presa di sicurezza adatta per un allaccio a norma.

Il magazine francese Automobile riporta proprio dell’annullamento del proposito di fornire un cavo adattatore: l’installazione del sistema domestico costa circa un migliaio di euro e non per tutti è possibile poiché bisogna possedere un garage per poterla fare.

Ma soprattutto limita la Zoe a collegarsi solo ai caricatori compatibili anche in giro, cioè al “Caméléon”, la colonnina brevettata appositamente le cui prestazioni parrebbero non essere eccezionali in tutte le condizioni di fornitura della corrente.

Ora, questa potrebbe essere l’unica vera tegola a cadere sul tettuccio della Zoe: l’elettrica di Renault infatti, poiché unica “dedicata”, cioè non adattamento di un modello endotermico, potrebbe rivelarsi la vera evangelista dell’elettromobilità.

 

Attesa come l’auto che democratizzerà l’elettricità su ruote per le masse, segnerà un primo ago della bilancia del gradimento per tutte le vetture full-electric che seguiranno, BMW i3 compresa.

Le prime 11 sono state consegnate tra fine 2012 ed inizio 2013, primo acquirente-testimonial il ministro francese per lo sviluppo industriale, Arnaud Montebourg; ora tocca alle persone comuni.

Riuscirà la Zoe dove la Leaf di Nissan è fin’ora riuscita solo a metà?

 

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