Barbados, auto elettriche per migliorare l’economia

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Nissan Leaf Barbados Electric Vehicles Rally 2013 – Credit: Megapower via Facebook
Nissan Leaf Barbados Electric Vehicles Rally 2013 – Credit: Megapower via Facebook
Nissan Leaf Barbados Electric Vehicles Rally 2013 – Credit: Megapower via Facebook
Nissan Leaf Barbados Electric Vehicle Rally 2013 – Credit: Megapower via Facebook

Il governo di Barbados, isola Stato nelle Antille, ha iniziato a testare la mobilità elettrica come via per liberarsi dall’oneroso acquisto annuo di petrolio dall’estero: dall’anno prossimo è pianificato un vero e proprio progetto pilota.

L’intento viene reso noto esplicitamente dal Senatore Darcy Boyce durante un’intervista condotta nell’ufficio del Primo Ministro dell’isola: il pretesto per parlarne è stato l’Electric Vehicle Rally 2013 organizzato da Megapower Limited proprio per promuovere i veicoli a emissioni zero.

Il 30% circa delle nostre importazioni di carburanti sono destinate all’industria dei trasporti. Questo vuol dire grosso modo 250 milioni di dollari l’anno e se potessimo iniziare a ridurre l’utilizzo di quel carburante naturalmente aiuterebbe l’economia e diminuirebbe il così forte bisogno di scambi con l’estero”.

Con queste parole il Senatore di Barbados ha introdotto la questione, spiegando che in questi mesi il governo ha preso in considerazione altre forme di mobilità, decretando di voler approfondire quella elettrica.

Sull’isola di Barbados è stata importata la prima Nissan Leaf 100% elettrica soltanto nel Giugno scorso: adesso sono diventate 13 e le auto elettriche iniziano a suscitare interesse nella gente.

L’isola dell’arcipelago delle Piccole Antille ha una superficie di 430 km quadrati ed una popolazione e poco più di 273,000 abitanti, ossia come una città italiana di medie proporzioni. Il governo intende sostituire nel 2014 le auto della sua flotta con altrettante a emissioni zero per testarne la praticità, tenendosi però anche in contatto con quei privati che decideranno di acquistare a loro volta un veicolo elettrico.

D’altronde, viste le dimensioni dello Stato, un filo diretto fra governanti e cittadini non dovrebbe essere difficile da attuare.

In parallelo a ciò si sono costituite società come Megapower Limited che offrono la costruzione sul territorio di stazioni di ricarica con pensiline solari per rendere fattibile l’utilizzo delle auto elettriche, fiutando indubbiamente l’opportunità di porsi come leader di un settore nascente.

Una delle prospettive più allettanti per Barbados è quella non soltanto di convertire la spesa attuale per i combustibili fossili in risorse ma anche di alimentare i trasporti elettrici grazie all’enorme disponibilità di eolico e solare, fonti rinnovabili e del tutto non inquinanti.

Una pensata simile l’hanno recentemente avuta anche nello Stato caraibico di Aruba, con un progetto pilota che parte dall’uso di pullman elettrici ma che dovrebbe poi estendersi a tutte le forme di trasporto.

Voi dite che sulle nostre isole, almeno sulle più piccole, non si potrebbe pensare a nulla di simile?

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: The Barbados Advocate

 

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