Fiat Lussino “small luxury hybrid car”: design made in USA, stile italiano

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Image by courtesy of Joseph Martinez
Image by courtesy of Joseph Martinez

Di tanto in tanto trovo piacevole dare voce ai progetti di design che studenti di tutto il mondo elaborano e condividono sul web: dalla lettura di GreenCarReports ne ho scovato uno, presentato come Senior Thesis dal giovane designer di Los Angeles Joseph Martinez, che da un’idea di come lo stile italiano sia entrato nell’immaginario anche delle nuove generazioni straniere.

L’auto dovrebbe essere una piccola berlina, grosso modo sulle proporzioni dei nuovi modelli 500L cui Fiat si è effettivamente rivolta: non si tratta quindi di un’idea “marziana” e avulsa dalla realtà.

Sicuramente avrebbe una decisa personalità nel suo citare il design tipico dell’industria automobilistica italiana degli anni ’50-’60: industria passata alla storia come il Top della ricercatezza in quanto a stile.

Il nome, “Lussino”, trovo, personalmente, che potrebbe essere il punto più debole, anche se rappresenta bene l’idea di base: è di gusto esterofilo – giustamente, essendo stato pensato da un ragazzo americano – ma, e non tanto per l’etimologia intrinseca della parola “lusso” da cui deriva, potrebbe non suonare alle orecchie italiane. Ma d’altronde si tratta di un concept nato per un eventuale pubblico americano, dove è l’italiano a suonare come lingua straniera: basti pensare al largo uso di termini anglofoni con cui sono chiamati i nostri prodotti, dei quali molti, se tradotti, perderebbero sicuramente appeal.

Tuttavia, ci sono due concetti da valutare in questi render: come la 500, tradizione a parte, il tratto di quest’auto occhieggia ad un’ideale di “dolce vita” italiana che, malgrado le nostre vicissitudini storiche recenti, rimane comunque intatto agli occhi stranieri; in secondo luogo l’unione del gusto retrò ad un concetto di auto moderna, pensata per essere una Plug-in Hybrid.

Infatti il bagagliaio è posizionato sotto il cofano anteriore, nel muso della macchina, mentre il motore è nel retrotreno, con il pacco batterie al di sotto dei sedili posteriori: anche la trazione è posteriore.

Insomma, se da un lato un certo stile made in Italy che occhieggia al passato ha fatto scuola e continua ad animare i sogni (di lusso) di giovani progettisti che l’Italia, quella – ahimè – vera, non l’hanno probabilmente mai vista, dall’altro è interessante notare come le nuove leve del design contemplino sempre più l’uso di tecnologie pulite già a partire dal concept delle vetture.

Non è un caso che la Fiat 500 negli USA riscuota successo e che susciti addirittura entusiasmo nella sua versione elettrica ed è curioso notare nei rendere del designer losangelino le immagini di eleganti café con tavolini all’aperto e colonnina di ricarica annessi: i primi li avremmo anche noi…

 

Se volete dare un’occhiata alle tavole del disegnatore della Fiat Lussino, le trovate nel suo portfolio su Coroflot.

A me, invece, rimane in testa la solita domanda: ma quand’è che noi italiani capiremo fino in fondo quante e quali potenzialità ci ha lasciato tra le mani l’eredità di una cultura come la nostra?

 

[A.L.]

 

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