Formula E, la FIA svela il calendario provvisorio per il campionato 2014/2015: Roma lascia, subentra Monte Carlo

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Monte Carlo, la città europea che subentra a Roma nel calendario FIA

La Formula E ha accelerato la sua corsa verso lo start e la presentazione del calendario provvisorio della sua prima stagione di E-Prix è stato rivelato dalla FIA durante il World Motor Sport Council che ha avuto luogo in Croazia, a Dubrovnik.

Il campionato di Formula Elettrica si disputerà da settembre a giugno e sarà articolato in dieci tappe, ognuna su di un circuito disegnato lungo le strade di altrettante città: un singolo giorno (sabato) – per limitare i disagi alle località ospitanti – vedrà susseguirsi prove libere, qualifiche ed un’ora di gara. A chiudere, anche un concerto.

Da mesi erano note le dieci candidature accettate dalla FIA ma questo non ha impedito che vi fossero delle sorprese. Gli E-Prix si svolgeranno, nell’ordine, nelle città di:

  • Beijing, Cina
  • Putrajaya, Malesia
  • Hong Kong, Cina
  • Punta del Este, Uruguay
  • Buenos Aires, Argentina
  • Los Angeles, USA
  • Miami, USA
  • Monte Carlo, Monaco
  • Berlino, Germania
  • Londra, Regno Unito

L’inaugurazione assoluta spetterà quindi alla Cina, ospitando il primo gran premio elettrico della storia a Beijing, mentre l’ultima sfida del campionato si disputerà a Londra. Dal calendario si intuisce poi che il circo delle zero emissioni si sposterà man mano di continente in continente, disputando prima tutte le gare asiatiche, poi quelle nord e sud americane, per terminare infine nella vecchia Europa.

Ciò che più salta agli occhi sono però la mancanza di Hong Kong (Tailandia), Rio de Janeiro (Brasile) e della nostra capitale Roma. Al loro posto la Cina – molto interessata al mercato dell’auto elettrica – ha rafforzato la sua presenza con Hong Kong (è l’unica assieme agli Stati Uniti ad ospitare due tappe), l’Uruguay ha guadagnato una piazza con la località balneare di Punta del Este ed il Principato di Monaco, il circuito urbano per eccellenza della F1, non si è lasciato sfuggire l’occasione di subentrare a Roma.

Per la verità Monaco deve ancora ricevere il via libera definitivo e tutto il calendario va sottoposto alla revisione dei vertici FIA e Formula E Holding; rimane però l’amaro in bocca per lo slittamento della partecipazione di Roma (le tre città sarebbero infatti “congelate” fino alla stagione successiva), e quindi dell’Italia, da questa vetrina mondiale della tecnologia automobilistica.

Sarà perché l’Italia, con i suoi Marchi storici dell’auto, è rimasta più che altro a guardare le mosse altrui e non pare nemmeno intenzionata a scendere in strada con qualche modello elettrico o ibrido plug-in? Sarà perché il mercato nostrano delle auto stagna e, con esso, anche le auto ecologiche hanno numeri troppo bassi?

Non poteva, la Formula E, essere uno spunto per accendere la passione della gente verso una tecnologia che nel nostro Paese non è considerata soprattutto perché non è quasi comunicata?

Se la Tailandia può avere problemi che non conosciamo, se il Brasile soffre una forte instabilità economica e sociale, per noi, che cerchiamo di rimanere aggrappati all’Europa delle Grandi, non poteva essere un sintomo di lungimiranza, un segno di vitalità, una dimostrazione che l’Italia vuole continuare a far parte delle Nazioni che il futuro lo costruiscono e non di quelle che lo subiscono?

Evidentemente, mi sfugge qualcosa.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: FIA Formula E

 

 

3 COMMENTS

  1. […] Il secondo E-Prix si correrà a Putrajaya, centro amministrativo federale della Malesia, il 18 ottobre 2014. Con il terzo appuntamento si cambierà continente, approdando in America: ad aprire le danze sarà, il 15 novembre, Rio de Janeiro, prima metropoli ad essersi candidata oltre un anno fa ma poi accantonata in favore di Hong Kong. Adesso, al contrario, la seconda più grande città del Brasile viene riammessa, mentre la megalopoli della Repubblica Popolare Cinese rimane in lista per ospitare la Formula E dalla seconda stagione in poi (come, speriamo, la già fuoriuscita Roma). […]

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