Pedelec Adventures: passione e sacrificio a pedalata assistita

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La qualità di esperienze uniche messe al servizio di produttori e consumatori: questa rappresenta Pedelec Adventures.

P.A. deve i suoi natali ad una giornalista, fotografa e consulente freelance di nome Susanne Brüsch che ebbe l’idea, assieme ad una web designer sua connazionale tedesca, Ondra Veltrusky, di mettere in piedi una squadra di matti (in senso buono) per organizzare tour mondiali in e-bike.

Lo scopo era quello di offrire un vero e vissuto banco di prova per delle biciclette elettriche, scelte di volta in volta per essere i loro magici destrieri lungo le strade più impervie del pianeta.

L’unione dell’esplorazione di terre lontane e fascinose per noi Europei alla prova fisica per l’esploratore e per il suo mezzo, già filo conduttore di molti viaggi d’avventura, si arricchisce in questa declinazione dell’aspetto ecologico.

Le biciclette sono gli unici mezzi utilizzati: veicoli di per sé indissolubilmente legati ad una concezione poetica e leggendaria di fatica e di confronto con i propri limiti, con in questo caso l’integrazione di un aiuto, sì, ma pulito sotto tutti gli aspetti. Non v’è intento d’inganno, solo la volontà di vivere un’avventura come quelle dei romanzi di formazione, come quelle dei film che facevano viaggiare ad occhi aperti pur stando seduti sulla poltrona del cinema mettendola al servizio della tecnica: il tutto però calato nel terzo millennio, il millennio che dovrà aprirli sì, gli occhi, ma sul suo reale stato di salute.

Questo spiega lo spirito per cui la fatica umana dell’impresa è unita al test di bici che usino l’energia elettrica per corroborare la pedalata.

Coloro che vorranno coglierne gli aspetti tecnici potranno vederla come un’enorme prova su strada: ne ha tutti i requisiti ed è in gran parte nel suo scopo fornire a tutti dati utili sul funzionamento dei prodotti usati.

Ma i più sognanti sapranno leggerla nell’ottica dell’avventura: l’esplorazione è seguita costantemente dagli aggiornamenti del blog di Pedelec Adventures, scritti sul campo dai protagonisti. Una narrazione da diario che cala nella dimensione di un viaggio d’altri tempi.

Tornando all’aspetto pragmatico dell’iniziativa, le diverse case produttrici che seguono i tour come fornitrici dei mezzi, ne riportano poi dei resoconti tecnici interessanti.

I tour organizzati fin’ora sono stati due: nella primavera del 2011 meta di esplorazione è stata il deserto del Sahara, in quell’occasione con una bicicletta Snaky mossa da un sistema della svizzera GoSwissDrive la cui ricarica era assicurata da un carrello fotovoltaico al traino della bici.

Nell’estate del 2012 è stato invece testato un sistema Bosch su un percorso di oltre 400 km alla scoperta della Mongolia.

Dedicheremo due prossimi articoli per narrarvene i risultati: speriamo in questo modo di offrirvi una chance di evasione dalla routine quotidiana, mantenendo al contempo viva l’attenzione per il prodotto e l’energia pulita.

 

 

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