Roma E-Prix: se potesse vederlo Ascari

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Adesso è certo, dopo la presentazione avvenuta in Campidoglio con il patrocinio del sindaco Alemanno, di Jean Todt e di Alejandro Agag, amministratore delegato di Formula E Holdings, Roma tornerà ad avere il suo Gran Premio.

Tornerà, poiché in passato sul suolo capitolino si sono già disputate delle corse automobilistiche, prima come Gran Premio Reale di Roma poi come Gran Premio della Repubblica: in alcune edizioni si correva però sul tracciato di Vallelunga, ex ippodromo convertito.

Il nuovo E-Prix invece riprenderà, se verrà confermato come tale, il tracciato cittadino già utilizzato nel 1947 per la categoria “vetture Sport”, prima gara in cui s’impose una vettura della scuderia Ferrari, la 125S: il perno del circuito allora furono le Terme di Caracalla e nell’edizione successiva il traguardo venne tagliato dal mitico Ascari.

Attraversando il centro cittadino, con tutte le sue antiche vestigia, le Formula E avranno modo di esaltare le doti proprie e dei piloti: i motori elettrici non costituiscono infatti un problema per l’inquinamento né per le vibrazioni emesse al contrario dei propulsori endotermici.

Ancora da definirsi anche in base allo sviluppo della tecnologia di ricarica delle monoposto (a tal proposito vedansi i nostri articoli precedenti http://www.veicolielettricinews.it/mclaren-semaforo-verde-alla-formula-e/ ed http://www.veicolielettricinews.it/il-london-olympic-park-circuito-della-formula-e/) le modalità di svolgimento: probabilmente si vedranno delle sessioni di prove libere al mattino seguite dalle qualifiche; saranno quindi i piloti con i tempi migliori ad accedere ad una sessione di mini gare testa-a-testa per contendersi le posizioni sulla griglia di partenza. Al pomeriggio l’E-Prix vero e proprio: circa un’ora di competizione con due pit-stop consentiti, uno dei quali per il cambio-auto.

Le batterie delle attuali auto sviluppate hanno infatti il limite di garantire autonomia alla massima velocità, circa 220 km/h, per 25 minuti su per giù. Per cui, a meno che non venga collaudato un sistema di ricarica ad induzione lungo il tracciato, eventualità comunque più plausibile in un autodromo che non su un tracciato urbano, i piloti dovranno aggiungere alle prestazioni su pista, anche un buono sprint nel cambiare monoposto.

Malgrado ciò la corsa manterrà un fascino particolare per via della location – altre città ricche di charme sono candidate, come Parigi, Londra, Copenhagen, Miami, Barcellona e New York, mentre Rio de Janeiro è la sola ad avere già un’investitura ufficiale assieme alla nostra capitale – e, si sa, quando l’attenzione del pubblico e dei costruttori si concentra su un settore sportivo, la ricerca tecnologica in merito prende il volo.

Il campionato di Formula E sarà un notevole spot per le zero emissioni e l’affidabilità dell’elettrico e potrebbe essere anche un volano efficace per lo sviluppo di tutta l’industria che vi sta dietro.

Ed il beneficio sarà tutto nostro.

 

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