Viaggiare in auto elettrica tra ostacoli e barriere cittadine

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IMG_5588Sia pur con ritmi più lenti rispetto alle attese, l’auto elettrica sta gradualmente aumentando la sua presenza nelle grandi città europee. Ma come si muove in centri come Milano e Roma e dintorni, e quali difficoltà incontra chi ha deciso di privilegiare la mobilità a zero emissioni nel pieno rispetto dell’ambiente?

L’utilizzo di autoveicoli a trazione elettrica in luogo di mezzi dotati di motore a combustione interna, è stato ampiamente dimostrato, comporta grandi vantaggi non solo per la salvaguardia dell’ambiente e per la salute umana, ma anche sul piano dei consumi energetici e del contenimento dei costi gestionali. Soffermandoci soltanto su quest’ultimo aspetto, è innegabile che un autoveicolo elettrico (vetture e furgoni) a fronte di un relativo maggior prezzo d’acquisto, comunque tendenzialmente in diminuzione, offra una serie di vantaggi pratici quali una manutenzione drasticamente ridotta ed una molteplicità di agevolazioni che, seppur talvolta variabili da regione a regione, spaziano dal libero accesso alle zone a traffico limitato e dall’esenzione dai blocchi della circolazione, alla possibilità di parcheggiare, in molti casi gratuitamente, sulle “strisce blu” o nelle aree riservate ai residenti, all’esenzione per determinati periodi di tempo dal pagamento del bollo di circolazione, sino alla riduzione di alcune tariffe assicurative. Inoltre lo sviluppo tecnologico delle batterie ha aumentato il range di autonomia dei mezzi consentendo percorrenze del tutto compatibili con le normali esigenze di mobilità urbana, oltre che reso possibile la loro compatibilità con sistemi di ricarica veloce caratterizzati da tempi nell’ordine dei minuti e non più delle ore. L’insieme di questi fattori, peraltro in costante evoluzione positiva, tende ad aumentare la competitività della trazione elettrica nel medio termine anche se, sul piano strettamente operativo, appaiono ancora numerosi gli ostacoli e le barriere da rimuovere, talvolta di carattere normativo ma spesso soprattutto comportamentale, che rischiano di frenarne lo sviluppo.

A tale proposito ci è sembrato interessante riportare, seppur concisamente, le esperienze di recente fatte e documentate dall’ing. Giuseppe Mauri, responsabile Mobilità Elettrica presso Ricerca sul Sistema Energetico (RSE) e dal dott. Daniele Bonafede, funzionario dell’Autorità per l’Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI), sull’uso dell’auto elettrica in due grandi città italiane come Milano e Roma.

 

Enel Drive
Enel Drive

Ricarica pubblica

La diffusa presenza sul territorio di una rete di strutture di ricarica adeguata (sia di tipo standard in corrente alternata sia di tipo veloce in corrente continua) è, a detta della maggior parte degli operatori, una delle condizioni maggiormente richieste per accelerare lo sviluppo della mobilità a zero emissioni e per far superare agli utilizzatori di un autoveicolo elettrico “l’ansia da autonomia”, la paura cioè di rimanere senza l’energia necessaria per raggiungere la destinazione voluta. Tale sensazione non pare peraltro strettamente legata ai chilometri da percorrere ma piuttosto all’abitudine acquisita con i veicoli tradizionali a poter fare rifornimento di carburante, senza problemi, all’occorrenza.

Un ulteriore fattore di sviluppo è poi determinato dal costo della ricarica stessa e dalle condizioni di accesso imposte dal singolo gestore (tessere e registrazione preventiva) che possono influenzare non poco la scelta dal punto di vista economico.

Sotto questo profilo la città di Milano appare in vantaggio rispetto a Roma su cui influisce negativamente anche la situazione orografica della città.

L’utilizzatore di un auto elettrica a Milano, oltre a fruire della circolazione gratuita nell’Area C, che ricordiamo delimita il cuore del centro cittadino, e a poter parcheggiare con modesta spesa (poco più di 40 euro per due anni) in tutta la città sulle strisce blu e su quelle gialle riservate ai residenti, si avvale di condizioni molto vantaggiose per la ricarica su tutto il territorio comunale.

Il contratto di fornitura flat lanciato da A2A è infatti di soli 15 euro a trimestre, tale cioè da renderlo addirittura più vantaggioso della ricarica domestica.

A Roma, dove nel Tridente è stata instituita la ZTL A1 accessibile solo ai veicoli elettrici (non agli ibridi, gpl, metano etc) invece il gestore è Enel Drive che prevede due modalità contrattuali: la fornitura a consumo (0,42 €/kWh) oppure una tariffa flat da 25 euro al mese. Occorre inoltre dotarsi di una tessera RFid non compatibile però con le stazioni di Milano.

Roma consente inoltre ai veicoli elettrici la sosta gratuita sulle strisce blu, è possibile per accedere alla ZTL registrare la targa sul portale di Roma Capitale e, a differenza della città lombarda, dispone anche di un sistema di ricarica veloce, in area privata ma accessibile a tutti al momento gratuitamente, che consente un recupero di autonomia di circa 50 km in soli 10 minuti.

 

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