LARGO, ARRIVANO GLI INCENTIVI MA….

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photo credit: Jeff Belmonte via photopin cc
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Approvati con il decreto Sviluppo convertito nella legge 134/12 nel mese di agosto 2012, avevano portato una ventata di ottimismo tra quanti hanno a cuore il rispetto dell’ambiente. Poi le dimissioni del governo avevano fatto temere un nuovo rinvio a data da destinarsi. Invece dal 14 marzo il piano di incentivazione della mobilità a basse emissioni, diventerà operativo seppur con qualche sorpresa….

 

 

Andiamo con ordine: abbiamo già sottolineato in precedenti interventi come il nostro paese abbia mantenuto negli ultimi anni una posizione da fanalino di coda nella particolare classifica delle nazioni europee che stanno investendo sull’ecomobilità con piani di incentivazione sia per l’acquisto che per la crescita delle necessarie infrastrutture di ricarica. Pertanto l’approvazione ad agosto dell’anno scorso del decreto Sviluppo, al di là delle critiche che puntualmente ha sollevato da più parti, ha comunque segnato un significativo passo   per riallinearsi con una realtà europea che punta allo sviluppo della mobilità sostenibile e mira alla diffusione di veicoli a basse emissioni soprattutto nei centri urbani. Tra le norme  previste, numerosi articoli sono infatti dedicati a favorire la realizzazione di reti per la ricarica dei veicoli alimentati ad energia elettrica ed al tempo stesso viene fissato un piano di incentivi per l’acquisto di auto elettriche ed ibride nel triennio 2013-2015. In particolare viene istituito il Piano nazionale infrastrutturale per la ricarica dei veicoli alimentati a energia elettrica, con il compito di fissare le linee guida in materia di istituzione, procedure di gestione, tariffazione e regolamentazione di un servizio di ricarica nazionale compatibile con lo sviluppo previsto dal settore della trazione elettrica. Si richiama inoltre la necessità di determinare le azioni di sostegno alla ricerca ed alla promozione del mercato.

Ciò premesso occorre dire che il testo del decreto attuativo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 12 febbraio 2013, n.36, pur nei confini del carattere sperimentale con cui le misure adottate vengono definite dalla legge stessa, suscita non pochi dubbi e perplessità.

 

Veicoli agevolabili

L’obiettivo è quello di favorire la diffusione e l’acquisto di veicoli a basse emissioni complessive, sia di COche di altri inquinanti, appartenenti alle seguenti categorie, espressamente menzionate nel decreto:

  • ciclomotori e motocicli a 2 o 3 ruote (L1, L2, L3,L4,L5)
  • quadri cicli (L6e, L7e)
  • auto (M)
  • veicoli commerciali leggeri (N1)

 

In particolare sono agevolabili i veicoli che emettono meno di 120 g/km di  CO2, che utilizzano combustibili alternativi e sono definiti come:

  • elettrici
  • ibridi
  • a GPL
  • a metano
  • a biometano
  • a biocombustibili
  • a idrogeno

 

 

I veicoli agevolabili devono essere di prima immatricolazione e sono esplicitamente esclusi i cosiddetti veicoli a km zero, in quanto già di fatto immatricolati.

Beneficiari

Possono richiedere l’incentivazione sia i privati che le aziende ma queste ultime sono le destinatarie prime del provvedimento che, desiderando privilegiare le finalità ambientali, ha riservato la maggior parte delle risorse per promuovere l’uso di veicoli ad alte percorrenze.

Si fa in particolare riferimento ai veicoli destinati all’uso di terzi (locazione senza conducente, taxi, servizio di noleggio, servizio trasporto persone, cose, car-sharing, etc) ed a quelli utilizzati nell’esercizio di imprese, arti e professioni come bene strumentale nell’attività propria dell’impresa.

In questi casi il contributo è vincolato anche alla rottamazione contestuale di un veicolo appartenente alla stessa categoria del veicolo acquistato, immatricolato da almeno dieci anni e di cui si ha il possesso da almeno 12 mesi.

La rottamazione non è invece prevista in caso di acquisto da parte di un privato.

Da osservare che le condizioni poste per la rottamazione, soprattutto in merito all’anzianità del veicolo, ad giudizio di molti operatori, limita grandemente l’accesso agli incentivi anche in ragione dell’esiguità del parco esistente con tali caratteristiche.

 

 

Entità dei contributi

Riassumiamo in tabella i contributi massimi previsti per il triennio 2013-2015 per tipologia di veicoli definita dal livello di emissioni

 

Il contributo è ripartito in parti uguali tra contributo statale e sconto venditore e viene corrisposto direttamente all’atto dell’acquisto come compensazione sul prezzo

 

Risorse disponibili

Costituiscono uno dei maggiori punti critici in ragione anche della  progressiva riduzione della loro entità passata dalle primitive promesse, prima a 200 milioni di euro e poi all’attuale stanziamento globale di 120 milioni di cui 40 disponibili nel 2013.

Un analisi di maggior dettaglio mostra che, sempre per il 2013, la quota massima prevista per i veicoli ad uso privato (senza rottamazione) è di soli 4,5 milioni contro i 35,5 destinati all’acquisto di veicoli (con rottamazione) destinati all’uso di terzi o utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria d’impresa.

Il rischio concreto è quindi che pochissimi privati riescano ad approfittarne e l’incidenza sul mercato sarà marginale.

Alle osservazioni il ministero risponde che la misura ha carattere sperimentale e non deve intendersi come una forma di sostegno al mercato dei veicoli in senso lato ma tende piuttosto ad agire sui settori dove si presume sia più forte l’uso dell’auto e maggiore la possibilità d’inquinamento.

Infine il governo si riserva di rideterminare la ripartizione delle risorse per il 2014 ed il 2015 in base all’andamento registrato nell’anno precedente.

 

BOX – Come fare per….

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha messo a disposizione il sito www.bec.mise.gov.it dedicato agli incentivi per l’acquisto dei veicoli a basse emissioni complessive, recante tutte le spiegazioni per accedere alle agevolazioni passo dopo passo.

Al sito dovranno iscriversi tutti i rivenditori che intendono aderire all’iniziativa ed attraverso di esso dovranno essere svolte le procedure d’accesso agli incentivi stessi, nonché il monitoraggio delle risorse disponibili momento dopo momento.

 

Questi i passi salienti della procedura:

L’iter si conclude con il rimborso al venditore del contributo anticipato da parte del costruttore o importatore del veicolo nuovo che poi  potrà recuperare detto importo sotto forma di credito d’imposta.

 

L’operatività inizierà il 14 marzo 2013 sino ad esaurimento dei fondi stanziati per singola categoria.

 

Gianni Lombardo

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