L’elettrico chiede maggior spazio nelle flotte

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Flotta Nissan per Regione Sardegna

Aumenta in tutta Europa l’interesse per i veicoli ibridi ed elettrici da parte dei gestori di flotte sempre più pressati dall’attenzione all’efficienza economica, dalla ricerca di soluzioni flessibili e versatili e dalla necessità di ridurre le emissioni inquinanti. Anche in Italia qualcosa va cambiando, seppur lentamente.

Nissan e-NV200Il 2015 è stato un anno di importante crescita per quanto riguarda le forniture europee di veicoli elettrici destinate alle flotte aziendali. Lo testimonia Nissan, uno dei brand maggiormente impegnati nello sviluppo e nella diffusione di veicoli a zero emissioni, le cui vendite di mezzi a trazione elettrica a clienti referenti di imprese hanno raggiunto, nell’arco dell’anno scorso, il livello record di oltre 20.000 unità con un incremento del 45% rispetto ai dodici mesi precedenti. Il dato fornisce una misura di come gli operatori di flotte in molteplici paesi europei si stiano orientando verso veicoli che hanno costi di manutenzione ridotti fino al 40% rispetto a quelli di analoghi mezzi a benzina o diesel, consentono forti risparmi sul consumo di energia ed in diversi mercati beneficiano di incentivi governativi e vantaggi per la circolazione. Se molte aziende di servizi, tra cui quelli postali, enti pubblici e governativi in tutta Europa mostrano di volersi convertire all’utilizzo di mezzi “green” dando il buon esempio, non altrettanto può dirsi dell’Italia dove nel 2015 le auto alimentate a batteria nel loro complesso sono state poco meno di 1500, raggiungendo la quota di 27.500 solo con il contributo di tutto il variegato mondo dell’ibrido che spazia dal mild hybrid all’ibrido plug-in ma che presenta caratteristiche tecniche fortemente differenziate al proprio interno. Si stima che il contributo delle flotte sia pari a circa 5.000 mezzi ibridi circolanti e meno di un migliaio full electric, numeri in crescita ma ancora marginali in un settore che, conteggiando sia il noleggio che le società, vale circa un terzo dell’intero mercato automobilistico e che potrebbe trovare nuovo impulso dal provvedimento introdotto dal Governo con la Legge di stabilità che prevede un maxi ammortamento per i beni strumentali acquistati entro fine 2016.

Le motivazioni del Pro e del Contro

Le ragioni che vengono generalmente addotte per non inserire alcuni veicoli elettrici in una flotta aziendale non sono dissimili da quelli che stanno limitando la loro diffusione sul mercato dei privati e delle famiglie. Esse risiedono infatti, in primo luogo, nel maggior costo d’acquisto, quindi nell’incidenza sulla rata di leasing o di noleggio, nella bassa autonomia e nei lunghi tempi necessari per la ricarica, nella carenza di infrastrutture di rifornimento e nella mancanza di incentivi statali. Per contro occorre osservare che, seppur lentamente, cominciano a farsi valere gli innegabili vantaggi dell’utilizzo di mezzi a trazione elettrica che, oltre a non avere limitazioni alla circolazione in caso di restrizioni decise dalle amministrazioni locali, presentano costi di gestione e manutenzione nettamente più bassi rispetto ad analoghe vetture con motorizzazioni endotermiche e pertanto consentono di conseguire più facilmente obiettivi di efficienza e versatilità. In particolare due voci importanti di costo come l’assicurazione per responsabilità civile (RCA) ed il bollo di circolazione, nel caso dell’elettrico godono di particolari agevolazioni e sconti sino alla completa esenzione come accade per il bollo in alcune regioni. Relativamente al differenziale rappresentato dal maggior prezzo d’acquisto, inoltre, la dinamica dei listini e delle offerte di mercato tende sempre più a ridurne l’entità, cosa vera soprattutto per le auto ibride. Infine espandere l’impiego di mezzi a basso o nullo impatto ambientale si pone strategicamente in linea con una visione più ampia ed integrata della mobilità aziendale che abbraccia non solo l’area del “fleet” e del  “Corporate travel”, cioè i viaggi ed i movimenti per lavoro, ma anche quella del “mobility management” che si fa carico degli spostamenti casa-lavoro dei dipendenti. Area quest’ultima dove elevata è la valenza della responsabilità sociale e della componente ecologica.

I risultati dell’indagine Top Thousand 2016

La dinamica in atto è stata confermata dalla recente indagine “Flotte Aziendali 2016” promossa dall’Osservatorio sulla mobilità aziendale Top Thousand, composto da Fleet e Mobility Manager di grandi aziende e finalizzato a fornire temi e trend del settore. La ricerca, mentre ribadisce che il diesel rimane l’alimentazione regina con oltre l’80% delle vetture, evidenzia, con una certa sorpresa, la crescita delle motorizzazioni alternative e soprattutto delle vetture ibride che superano il 9% del totale, seguite dalle elettriche che pesano per il 4,4%, contribuendo in maniera determinante alla diminuzione delle emissioni di CO2 che mediamente toccano i 120g/km. I veicoli ibridi pertanto sembrano raccogliere un crescente consenso proponendosi come una soluzione di compromesso tra l’esigenza di maggior efficienza, autonomia e minori emissioni inquinanti e possono costituire una valida soluzione “ponte” verso forme di trazione ancora più pulite. Un altro elemento di grande interesse evidenziato dall’indagine è quello relativo alle priorità dei fleet manager per i prossimi mesi che mostrano l’importanza rivestita dalle aree riconducibili alla riduzione dei costi di gestione e dei costi per il carburante mentre un po’ in ombra appare l’esigenza di ridurre le emissioni. A tale proposito però occorre rilevare che non è ancora completamente alle spalle la crisi economica che ha colpito negli ultimi anni il settore dell’automotive, fatto che ha necessariamente posto in primo piano le competenze economiche piuttosto che lo spirito ecologico.

Fonte: Ricerca “Flotte Aziendali 2016”- Top Thousand
Fonte: Ricerca “Flotte Aziendali 2016”- Top Thousand

Da sottolineare come l’esigenza di incrementare la sicurezza sia in cima alla lista delle priorità e come ciò apra indubbiamente la strada alle nuove tecnologie ed in prospettiva anche alla guida autonoma.

Qualcosa sta cambiando

Citroen CZero per SibergA testimonianza del fatto che qualcosa sta cambiando anche nell’atteggiamento delle aziende vale la pena citare quanto realizzato dalla Siberg, azienda siciliana imbottigliatore della Coca-Cola dal 1960 e tra le prime società produttrici di bevande analcoliche in Italia. Siberg ha infatti lanciato esattamente un anno fa, con un investimento di 2,4 milioni di euro per il primo triennio, il “Green Mobility Project” che prevede l’assegnazione di 100 auto full electric Citroen C-Zero ai propri sales executive in sostituzione di quelle endotermiche precedentemente in uso. L’obiettivo è quello di ridurre in un anno 330 tonnellate di emissioni di CO2 pari alla quantità assorbita da 24.750 alberi. Fa parte del progetto anche l’installazione di 50 colonnine di ricarica in partnership con Enel Energia che consentono di fare il pieno in 4,5 ore e 7 stazioni di ricarica rapida che limitano i tempi a soli 25 minuti, tutte posizionate sul territorio dell’isola, in massima parte nelle prossimità di punti vendita della grande distribuzione ed accessibili anche al pubblico. Oltre ai benefici per l’ambiente i veicoli elettrici, come sottolineano in Siberg, non hanno vincoli alla circolazione, hanno una manutenzione ridotta, sono esenti da bollo per i primi 5 anni con costi assicurativi calmierati sui kW motore e non sui cavalli. Senza parlare dei costi per l’energia elettrica nettamente più bassi rispetto a quelli dei carburanti tradizionali.

Un ulteriore vantaggio derivante dall’iniziativa dell’azienda siciliana è poi costituita dalla proposizione di un modello virtuoso di grande visibilità e connotazione in termini di responsabilità sociale, etica e sostenibilità ambientale.

Un altro importante segnale giunge dall’iniziativa di Repower, gruppo svizzero con oltre 100 anni di esperienza nella fornitura di energia elettrica e gas naturale ed operativo in Italia dal 2002, che ha introdotto tra le sue offerte alle piccole e medie aziende la formula Verde Dentro che prevede, all’interno della fornitura classica di energia, la possibilità di usufruire in comodato di un’auto elettrica con relativa struttura di ricarica veloce installata nell’azienda cliente. Tra le aziende che ne stanno usufruendo vi è anche la CS Colombo srl, società specializzata nella progettazione e produzione di sistemi di connessione per il mercato del cablaggio elettrico; a tal proposito Silvano Colombo, Assistente all’Amministratore Unico e Presidente della filiale americana, ci ha dichiarato:” L’auto in questione è una Renault Zoe, a trazione completamente elettrica, che al termine del comodato d’uso è destinata ad essere rinnovata o semplicemente restituita. Nei viaggi in città abbiamo la possibilità di ricaricare presso le infrastrutture presenti sul territorio, in particolare quelle A2A sono accessibili liberamente grazie ad un accordo siglato con Repower che ci ha messo a disposizione una apposita tessera abilitata. Anche in questo caso il primo anno di ricariche è gratuito. Ci è sembrato un bel sistema per avvicinare soprattutto le aziende all’utilizzo delle vetture a zero emissioni. Nel nostro caso l’auto viene usata soprattutto per recarsi in città a Milano dove può accedere senza alcun onere alle zone a traffico limitato o soggette ad Ecopass. Un altro punto che caratterizza poi l’offerta Repower è la provenienza 100% solo da energie rinnovabili della fornitura, con Garanzia d’Origine e certificazione TÜV: questo fattore, certamente importante sul piano della lotta all’inquinamento atmosferico, meriterebbe di incontrare maggior sensibilità presso il pubblico italiano che spesso si dimostra invece disattento. Ritengo che sarebbe necessario accogliere in maniera più positiva tutte le innovazioni che possono portare a migliorare il nostro sistema di vita e, certamente, se tutti avessero comportamenti coerenti con quello che dicono, credo che ne trarremmo veramente beneficio tutti.”

 

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