Toyota punta sugli hydrogen fuel cell

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Nel futuro della mobilità sostenibile, secondo la casa automobilistica nipponica, ci sono senz’altro i veicoli elettrici alimentati con celle a combustibile. Ed è stato reso quanto mai esplicito durante la partecipazione al “Drive ‘n’ Ride” di Strasburgo, due giorni a cadenza annuale dedicata appunto a tale tecnologia. Giunta quest’anno alla sua quinta edizione ha registrato le presenze dei veicoli Toyota, Daimler, Honda, Hyundai, Intelligent Energy e Opel, messi in prova per i membri del Parlamento Europeo, i politici e gli investitori che hanno preso parte alla manifestazione; questi ultimi hanno potuto anche assistere al processo di rifornimento presso la prima stazione mobile installata nella città di Strasburgo in occasione dell’evento e marchiata dal gruppo Air Liquide.

I rappresentanti delle diverse parti chiamate in causa hanno potuto così tastare con mano la maturità delle proposte in campo di veicoli elettrici a celle a combustibile e relative infrastrutture. Proposte che sono ben tenute a mente nell’agenda del Parlamento Europeo, ormai conscio, come ha sottolineato Brian Simpson, Euro deputato a capo della Commissione per il Trasporto e il Turismo del Parlamento Europeo, della necessità di “trovare soluzioni differenti per rendere il sistema dei trasporti più sostenibile e responsabile, contribuendo allo stesso tempo alla crescita economica del nostro continente”.

Toyota, in particolare, dall’alto del suo ventennale impegno nella ricerca e sviluppo di metodi alternativi ed eco sostenibili per i trasporti, ha dichiarato per bocca di Michel Gardel, Vice Presidente Communications, External and Environment Affairs di Toyota Motor Europe, di avere in cantiere la commercializzazione entro il 2015 di un nuovo modello di auto elettrica alimentata a celle a combustibile; parallelamente, il colosso giapponese recita già da tempo un ruolo di sostegno a diverse operazioni nel nostro continente mirate ad introdurre sul mercato i veicoli mossi da questa tecnologia e le stazioni di approvvigionamento ad essi indispensabili. Germania, Scandinavia e Regno Unito sono i palcoscenici di queste iniziative: proprio sul suolo tedesco, dove esistono attualmente 14 punti di rifornimento, è pianificata un’implementazione della rete fino a raggiungere le 50 unità entro il 2015, mentre Francia e Paesi Bassi stanno valutando se introdurre simili progetti in casa propria.

 

 

Andrea Lombardo

 

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