Fisker Automotive, il giudice rimette tutto all’asta

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Fisker Karma
Fisker Karma - photo credit: mikede1973 via photopin cc
Fisker Karma
Fisker Karma – photo credit: mikede1973 via photopin cc

Dopo l’offerta in extremis da parte del gruppo cinese Wanxiang, quello che sembrava ormai un affare fatto per Hybrid Technology Holdings è stato rimesso in discussione dal giudice della U.S. Bankruptcy Court: quanto rimasto della fallita Fisker Automotive dovrà essere assegnato con un’asta competitiva.

La situazione si rivela ad ogni mossa sempre più intricata: la holding Hybrid Technology era sicura, con la sua offerta da 25 milioni di dollari, per altro sponsorizzata dalla stessa Fisker e da ambienti democratici vicini alla società, di aver messo le mani sul marchio automobilistico produttore della Karma, auto sportiva ibrida elettrica che nei pochi sfortunati anni di produzione si è guadagnata una discreta fama mondiale.

L’offerta sarebbe andata interamente al Dipartimento dell’Energia americano per rifondere almeno simbolicamente i 168 milioni prestati a Fisker Automotive per il suo sviluppo e mai restituiti a causa del fallimento.

La proposta di HTH è stata frettolosamente accettata in un primo momento su spinta della stessa Fisker ma l’entrata in extremis di Wanxiang Corporation nella trattativa ha sparigliato le carte. Soprattutto, ha messo a nudo i limiti dell’offerta fatta da Hybrid Technology, intenzionata poi a controllare la società sulla base dei $75 milioni di credito che sostiene le siano dovuti in quanto maggior creditrice garantita di Fisker con un aggiunta di ulteriori 2 milioni di dollari liquidi, senza però dimostrare interesse per una ripresa della produzione nello stabilimento ex General Motors di Boxwood Road, a Wilmington.

Anzi, proprio l’impianto nel Delaware che già Fisker avrebbe dovuto rilanciare sarebbe poi stato rivenduto da Hybrid Technology in un secondo tempo per finanziare i risarcimenti agli altri creditori.

Detto ciò, Wanxiang ha fatto irruzione sulla scena con un’offerta di 24.75 milioni di dollari, poi innalzati di altri 10, e corroborata dal proposito non soltanto di riprendere la produzione delle Fisker Karma alla Valmet Automotive in Finlandia ma anche di dare seguito alla costruzione di un secondo modello – una piccola berlina chiamata Atlantic – ed all’utilizzo dello stabilimento di Wilmington.

Il risultato è stato che il giudice Kevin Gross, incaricato di valutare la cessione di quanto rimane di Fisker Automotive, ha decretato che l’offerta di HTH è stata accettata troppo frettolosamente dai creditori e che tutto vada nuovamente deciso all’asta.

Una delle prospettive che interessano di più gli Americani in questa faccenda è infatti che si trovi un nuovo investitore per la fabbrica lasciata da GM a Fisker e che, a pieno regime, si tradurrebbe in un bel bacino di occupazione per lo Stato del Delaware. Prontamente, alcune figure di spicco della politica locale si sono espresse a favore di una riapertura dei giochi, probabilmente attratti dall’idea di una seconda vita per l’impianto, leva elettorale sempre efficace, a vederla cinicamente.

La soluzione al caso non sembra però dietro l’angolo: Wanxiang è infatti invisa a Fisker, che la ritiene responsabile diretta del suo fallimento ed avanza sospetti di una speculazione ai suoi danni. La bancarotta del marchio fu infatti causata essenzialmente dalla mancata fornitura di componenti fondamentali per la produzione come le batterie: la fornitrice era A123 Systems, entrata in un vortice negativo a seguito di incidenti che coinvolgevano batterie date a Boeing, e che era stata rilevata proprio da Wanxiang.

I Cinesi, secondo Fisker, le avrebbero dato il definitivo colpo di grazia ed adesso verrebbero a raccogliere i cocci a poco prezzo.

Nel frattempo, Hybrid Technology Holdings ha rilanciato la sua offerta, portandola a 55 milioni di dollari e dimostrando un improvviso interesse per la riapertura dello stabilimento americano: inutile dire che, anche qui, se fidarsi sarebbe bene, non fidarsi appare meglio.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: GreenCarReports

 

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