Mercato auto elettriche ed ibride: quanto ha senso fare dei paragoni?

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Auto ibride plug-in
photo credit: Scott Beale via photopin cc
Auto ibride plug-in
photo credit: Scott Beale via photopin cc

Le auto elettriche stanno avendo una crescita sul mercato pari a tre volte circa quella che ebbero i veicoli ibridi nei loro primi anni di vita e questo fa sì che molti predicano un futuro a emissioni zero quasi dietro l’angolo.

Un articolo apparso su Plug In Cars spariglia però le carte: qual’è infatti il rischio che si corre nel paragonare i numeri iniziali dei due mercati per leggere il futuro dell’auto elettrica?

Il ragionamento è tutto basato sui dati statunitensi ma a livello globale mantiene una sua logica. È innegabile che le prime auto ibride immesse sul mercato negli anni 1999-2002 raccolsero numeri ben più bassi di quelli registrati dal 2010 al 2013 per il nascente segmento delle zero emissioni. Adesso l’ibrido è però una tecnologia diffusissima e, vista la miglior partenza, la conclusione più ovvia da trarre sarebbe che le auto elettriche nei prossimi anni lo cresceranno ancor di più.

La domanda cruciale sta proprio qua: la crescita dei numeri del mercato elettrico manterrà questo tasso elevato?

Nell’articolo al quale mi riferisco viene mostrato un grafico datato 2006 che riunisce tutte le previsioni di mercato fatte all’epoca sui numeri dei veicoli ibridi negli USA: la media di tutte le valutazioni dava come risultato una parabola crescente tanto più si andava avanti nel tempo, secondo la quale oggi sulle strade americane si dovrebbero incontrare più di un milione e 600mila vetture di questo tipo.

La realtà ha preso però una piega diversa, con un rallentamento del mercato (globale, come sappiamo) dell’auto ed una tendenza alla decrescita delle vendite di ibridi tra il 2007 ed il 2011, invertita solo nell’ultimo anno e mezzo con una decisa ripresa.

Il grafico evidenzia così che le previsioni fatte 7 anni fa eccedevano in ottimismo.

Ora le condizioni del mercato sono ancora diverse e paragonare gli anni dei primi modelli ibridi (1999-2002) con quelli dei primi modelli elettrici (2010-2013) è se non altro difficile. Nel 1999, ad esempio, il comparto dell’ibrido era formato da sole due auto negli USA, la prima generazione di Toyota Prius e la Honda Insight – all’epoca nella versione originale due posti – e, fattore non trascurabile, la pubblicità di questi mezzi era minima.

Certo, ciò non toglie che, in proporzione, gli EV stiano viaggiando ad un ritmo più alto e che questo sia un dato incoraggiante: dopo i primi tre anni le ibride vendute erano 35,000, mentre le elettriche (dopo due anni e 9 mesi del 2013) sono quasi 90,000. Ad essere pignoli bisogna però ricordare che dall’anno scorso il numero di auto a emissioni zero offerto in alcuni Stati americani conta una dozzina di alternative e che la promozione è molto più serrata.

Inoltre in questi anni si sta formando un movimento di rigetto verso la mobilità privata “pesante”, quella dei SUV che, al contrario, la facevano da padroni all’inizio degli anni Duemila in America.

Delle dinamiche del mercato dell’auto ibrida il fattore forse da tenere più in considerazione è che qualcosa cambiò con l’introduzione nel 2004 di una Prius più accessibile economicamente: allo stesso modo l’arrivo di auto elettriche dai prezzi “umani potrebbe portare un notevole beneficio al settore.

Quello di cui le previsioni a lungo termine non tengono conto sono gli imprevisti: la crisi globale dell’economia che dal 2008 ha affossato i consumi ha trascinato a fondo anche le vendite di automobili ecologiche, magari cresciute in proporzione al resto del mercato automotive ma, in ogni caso, molto meno di quanto ci si aspettasse.

Oggi l’ibrido, che non presenta ostacoli nell’utilizzo come lo possono essere i tempi di ricarica per gli elettrici puri, copre circa il 4% del mercato USA (secondo Plug In Cars).

È possibile, conclude l’analisi, che le attuali previsioni in realtà sottovalutino il potenziale degli EV come prima sopravvalutavano quello della tecnologia ibrida: è lecito aspettarsi una crescita (da inizio 2013 gli Electric Vehicles negli Stati Uniti registrano un +90%) ma, in sostanza, è quasi impossibile quantificarla sulla base del parallelo con una tecnologia tutto sommato diversa, nata in condizioni diverse.

Voi siete d’accordo?

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: Plug In Cars

 

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