Ricarica per auto elettriche negli edifici: a Palo Alto passa la legge

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Palo Alto
Palo Alto - photo credit: Peter Kaminski via photopin cc
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Palo Alto – photo credit: Peter Kaminski via photopin cc

Palo Alto, California, non costruirà più case senza che vi sia un impianto elettrico predisposto per la centralina di ricarica di un EV: allo stesso modo dovranno adeguarsi gli edifici ristrutturati.

La proposta era venuta alla luce nel mese di ottobre su base popolare e, evidentemente grazie ad una partecipazione ben più diretta che dalle nostre parti, è divenuta legge comunale a metà dicembre.

Come avrebbe potuto, d’altronde, Palo Alto, sede della più rampante azienda produttrice di sole auto elettriche, Tesla Motors, non favorire l’adozione di un simile provvedimento? Sarebbe andata probabilmente contro i suoi stessi interessi, fortemente orientati verso la mobilità a emissioni zero.

Palo Alto non ha un tasso di espansione urbana molto forte, per cui l’effetto immediato sarà la predisposizione di circa un centinaio di edifici l’anno, un numero basso ma comunque un punto di partenza.

Mentre c’è chi ipotizza che la città californiana voglia competere con Oslo per la palma di città amica dell’auto elettrica, una distanza siderale pare separare questa notizia dalla realtà italiana: eppure, per una volta, qualcosa di cui non vergognarsi potremmo averlo anche noi.

Infatti una norma approvata assieme al Decreto Sviluppo di due anni fa, che solo recentemente ha esaurito il suo iter (non è infatti riguardo ai tempi che possiamo vantarci), prevede che da giugno 2014 tutti i Comuni d’Italia inseriscano la predisposizione per la ricarica dei veicoli elettrici fra gli standard edilizi di base nelle nuove costruzioni.

È previsto anche l’adeguamento per i condomini ed un numero minimo di punti di ricarica in base alla metratura delle costruzioni commerciali: non resta che attendere 6 mesi per capire quanto di tutto ciò si tradurrà in fatti e con che tempi.

Certo è che se andasse in porto anche la proposta fatta in sede europea di obbligare l’Italia a dotarsi di almeno 72,000 colonnine di ricarica pubbliche entro il 2020 e gli accordi accennati fra distributori di energia e multinazionali dei carburanti, l’arido terreno italiano per le auto elettriche potrebbe a sorpresa fiorire.

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: CleanTechnica

 

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