USA: una ricerca dell’Electrification Coalition rivela che nei primi 30 mesi di mercato i veicoli elettrici plug-in sono cresciuti più rapidamente di quanto fecero gli ibridi

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State of PEV Market 2
Credit: State of PEV Market via Electrification Coalition
State of PEV Market 2

Credit: State of PEV Market via Electrification Coalition

Quindici anni fa pochi credevano che la tecnologia ibrida potesse conquistare grandi fette di mercato automobilistico: sappiamo tutti come è andata realmente a finire. Adesso la storia si ripete con i veicoli ibridi plug-in ed elettrici a batteria ed il confronto tra le fasi iniziali dei due mercati, quello degli ibridi ormai convenzionali di inizio anni 2000 e quello degli elettrici plug-in di oggi, sembra ancor più spiazzante per gli scettici.

Negli United States, per esempio, il tasso di crescita del mercato dei veicoli elettrici con ricarica esterna – il che include sia gli ibridi plug-in che gli elettrici puri – è più alto di quello che ebbero gli ibridi a loro tempo. A parità di periodo evolutivo, nei primi 30 mesi di vita del mercato dei veicoli elettrici plug-in le vendite sono state quasi tre volte quelle degli ibridi degli albori: a partire dal Gennaio 2011 gli Americani che hanno comprato un’auto elettrica sono stati almeno 110,000.

A dirlo è l’americana Electrification Coalition in uno studio eseguito assieme PricewaterhouseCoopers e denominato “State of the Plug-in Electric Vehicle Market” .

Nell’analisi viene rilevato anche l’andamento particolarmente positivo di alcuni singoli modelli di veicoli, in grado di conquistare delle fette di mercato non indifferenti nei rispettivi segmenti: la berlina compatta Nissan Leaf ha raggiunto il 3.3%, mentre la Tesla S ha addirittura conquistato l’8.4% dell’intero segmento dei veicoli di lusso nel semestre iniziale del 2013, vendendo più unità delle competitrici BMW serie 7, Mercedes Classe S ed Audi A8.

La ricerca rivela un crescente ottimismo nei confronti della mobilità elettrica, indicata come strada per svincolare il Paese dalla dipendenza petrolifera, ed un’affermarsi della fiducia nei confronti di questa situazione da parte di quanti l’abbiano provata: la soddisfazione dei consumatori, sempre secondo il documento della EC, sarebbe infatti mediamente alta.

E, mentre le performance dei veicoli elettrici paiono superare nel gradimento quelle dei cugini endotermici, un altro motivo di forte aspettativa è dato dall’attesa per una diminuzione progressiva dei costi dei pacchi batterie, stimata del 50% entro il 2020.

In questa fase ancora embrionale di diffusione della mobilità elettrica è però ancora una volta sottolineata l’importanza del supporto pubblico alla ricerca scientifica nel settore, intesa anche come agevolazioni per quelle industrie private che intendano investire nella crescita di un settore ancora ricco di incognite.

Certo, dopo i dati di vendita del mese di Giugno negli States, la prospettiva che gli Americani hanno sull’auto elettrica è ben diversa dalla nostra: perché l’Europa veda un’impennata del mercato elettrico dell’84% in un mese solo bisogna percorrere ancora molta strada.

 

 

Andrea Lombardo

Fonti: Electrification Coalition  via AutoblogGreen 

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