Auto elettriche: tornano gli incentivi?

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Sono allo studio del Governo diverse formule per incentivare l’acquisto di veicoli elettrici anche in Italia, che potrebbero essere recepite già dalla prossima legge di Stabilità in approvazione entro fine anno.

Incentivi per le auto elettriche

Anche se non ci sono ancora atti ufficiali che trasformino le parole in fatti, sembra proprio che dopo molti anni il Governo abbia intenzione di introdurre nuovi incentivi all’acquisto di auto elettriche.

L’ultima serie di incentivi statali, in Italia, anche se prevalentemente rivolti alle flotte aziendali e ai mezzi ad uso pubblico, risale infatti al 2012 (Decreto Sviluppo n.143) ed aveva come oggetto la promozione di veicoli a basso impatto ambientale da acquistare nel triennio 2013-2015. La norma stabiliva un tetto di spesa massima complessiva di 120 milioni di euro che, una volta esaurita, non è più stata riconfermata.

Da allora, pur a fronte dell’accresciuta presenza di auto elettriche o ibride plug in quei paesi europei dove i governi locali hanno messo in atto coraggiose politiche di incentivazione finalizzate a ridurre il livello di sostanze inquinanti in ottemperanza degli obiettivi posti dalla Comunità Europea, nessuna disposizione in merito è stata emanata nel nostro paese ad esclusione della periodica e contingente chiusura dei centri storici al traffico veicolare al superamento di determinate soglie di smog.

Giungono così particolarmente gradite e foriere di speranze, le recenti dichiarazioni di autorevoli rappresentanti del Governo quali il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa e del sottosegretario al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Michele Dell’Orco,  che hanno annunciato la possibile adozione con la prossima legge di Stabilità di nuove misure al riguardo.

Incentivi entro l’anno

In particolare, il sottosegretario Michele Dell’Orco, intervenuto ad Ecomondo, manifestazione leader della green e circular economy svoltasi il 6 e 7 novembre 2018 a Rimini, nel corso dell’illustrazione delle linee del Piano Nazionale Energia e Clima ha dichiarato che il Governo sta riflettendo sull’introduzione di un piano triennale di promozione dei veicoli elettrici come mezzi più idonei a sostituire gradualmente i mezzi alimentati con motori a combustione interna.

Anche se le modalità ed il modello di applicazione sono ancora allo studio, la disposizione potrebbe già essere introdotta nella legge di Bilancio in via di approvazione o al più tardi nel corso dell’anno prossimo.

A rafforzare le parole di Dell’Orco, anche la posizione altre volte espressa dal Ministro dell’Ambiente Costa per cui le auto a zero emissioni o a bassissimo impatto ambientale, come ad esempio le ibride plug in, con l’introduzione di un opportuno sistema incentivante potrebbero accelerare la rottamazione dei diesel di vecchia generazione particolarmente inquinanti.

Un ulteriore indizio a testimonianza della volontà espressa dai due rappresentanti del governo, si ritrova poi nella nota di aggiornamento del DEF dove un intero capitolo è dedicato alla mobilità sostenibile e alternativa, interpretata da veicoli “total electric” e ibridi che dovrebbero avere l’obiettivo di sostituire i mezzi con motore endotermico.

Accanto a ciò dovrebbe inoltre essere prevista la creazione di una rete capillare di punti di ricarica che allineino l’Italia ai principali paesi europei. A tale proposito le colonnine di ricarica presenti nel nostro paese attualmente sono di poco superiori alle 4000 unità per un totale di poco più di 2100 postazioni contro le quasi 23.000 colonnine attive, ad esempio, in Germania.

Quale modello adottare

Non è ancora chiaro quale sarà il modello a cui la strategia di incentivazione del Governo si ispirerà per attuare il nuovo piano di incentivazione ma, come affermato dal sottosegretario Dell’Orco, sono al vaglio diverse ipotesi.

Accanto ai sistemi già utilizzati e collaudati dalle esperienze passate, che legavano il contributo erogato alla rottamazione di un veicolo obsoleto, non è da escludere l’adozione di un meccanismo tipo bonus-malus simile a quello utilizzato in Francia.

Tale soluzione prevede l’assegnazione del finanziamento in ragione delle emissioni di CO2 dichiarate dal mezzo acquistato così da promuovere maggiormente i veicoli a basso impatto ambientale con particolare riferimento a quelli a zero emissioni.

Un’ipotesi alternativa potrebbe invece vincolare l’incentivo alla sostituzione di un veicolo categoria euro 3 o precedenti al fine di contribuire a svecchiare il parco auto italiano particolarmente datato anche nella sua componente diesel.

Tale azione, potrebbe anche servire a far guadagnare posizioni all’Italia nell’attuale graduatoria europea che la vede nelle ultime posizioni per acquisto e diffusione di auto elettriche.

I kit di trasformazione

In tema di incentivi occorre comunque ricordare che dal gennaio di quest’anno è in vigore il decreto 219/2015 che consente la riqualificazione elettrica dei veicoli di categoria M comprendente i mezzi a 4 ruote destinati al trasporto persone ed i veicoli N1 adibiti al trasporto merci di capacità massima non superiore a 3,5 t.

È cioè possibile trasformare in elettrica un’auto ad alimentazione tradizionale mediante un kit retrofit composto essenzialmente da un motore elettrico, un pacco batterie ed una interfaccia di rete per la ricarica.

Tale operazione, in assenza del decreto ora operativo, presentava numerose difficoltà, dall’installazione che non veniva fatta in Italia alla necessità di reimmatricolare il mezzo con forti costi aggiuntivi. Oggi è possibile ottenere l’omologazione dopo il montaggio eseguito da tecnico specializzato nazionale, e aggiornare semplicemente la carta di circolazione.

Anche le operazioni di retrofit potrebbero rientrare nell’incentivazione allo studio.

Gli incentivi negli altri paesi

Ma come si comportano gli altri paesi in materia di incentivazione?

Il caso più eclatante è quello della Norvegia dove gli indirizzi di politica ambientale delle istituzioni locali hanno saputo coniugarsi con la sensibilità dei cittadini. Negli anni il paese ha scommesso sull’elettrico concedendo forti incentivi all’acquisto ed all’uso di veicoli a zero emissioni che oggi possono riassumersi ancora nell’esenzione dall’iva (pari al 25%) e dalla sovrattassa che grava sui veicoli a combustione interna ed è calcolata in proporzione al loro livello di inquinamento (può raggiungere il 100%).

Inoltre, l’auto elettrica gode di una serie di benefici nel suo utilizzo come la ricarica gratuita dalle 8000 circa colonnine diffuse sul territorio, la gratuità dei parcheggi e dei pedaggi autostradali ed il trasporto sui traghetti, l’uso delle corsie preferenziali.

Tutto ciò ha fatto della Norvegia il primo mercato europeo dell’elettrico con oltre 60.000 veicoli venduti nel 2017.

In Germania da alcuni anni è attivo un piano di incentivazione che prevede uno sconto di 4000 euro per l’acquisto di un’auto elettrica e 3000 euro per una plug in, con un tetto massimo del prezzo di listino di 60.000 euro, limite che esclude dalla promozione le auto di lusso.

Degno di nota lo schema applicato in Francia, precedentemente ricordato, basato su una sorta di bonus/malus: per ogni auto la relativa tassa all’acquisto viene calcolata in funzione delle emissioni di CO2in modo da avvantaggiare le auto elettriche per le quali è nulla e svantaggiare le più inquinanti. Alle auto elettriche è riservato un bonus sino a 6000 euro cui si può aggiungere un ulteriore contributo alla rottamazione sino a 4000 euro per un’auto full electric e di 2500 euro per una ibrida plug in.

In Inghilterra, infine, il contributo all’acquisto di un veicolo a batteria è pari al 35% del prezzo d’acquisto con un massimo di 4500 £ per un mezzo elettrico e di 2500 £ per un ibrido plug in.

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