Ferrovie Nord: la rivoluzione del car sharing elettrico

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Il car sharing è una delle forme di mobilità sostenibile che sta raccogliendo i maggiori favori nel nostro paese e ben si presta a sperimentare e diffondere anche l’utilizzo di auto elettriche. L’ampliamento del concetto dell’auto in condivisione è anche alla base di una rivoluzionaria proposta di recente formulata dalla società lombarda Ferrovie Nord, finalizzata a meglio integrare il trasposto su gomma e quello su ferro.

E VaiSolo pochi anni fa l’auto privata, oltre a rappresentare uno dei mezzi elettivi per la mobilità individuale, costituiva un vero e proprio status symbol e, come affermato in numerose indagini condotte a livello europeo, un modo per riflettere lo stato sociale e l’immagine del possessore. Tale percezione era mediamente più elevata tra gli italiani rispetto alle popolazioni dei paesi del Nord Europa, come ad esempio la Germania, dove era invece prevalente il vissuto dell’auto come semplice mezzo di trasporto.
Gradualmente però l’idea che l’auto sia semplicemente un utile, ancorché comodo, strumento per soddisfare l’esigenza di spostamento, di cui non è obbligatorio il possesso ma solo l’uso, ha visto aumentare i suoi proseliti anche nel nostro paese, al punto da potersi individuare, secondo l’istituto di ricerca Nielsen, un nuovo segmento di automobilisti denominato “smart driver” caratterizzato proprio da una maggiore attenzione alla razionalità e funzionalità nella disponibilità del mezzo indipendentemente dalla sua proprietà.
La loro crescita è testimoniata anche dal favore con cui, nel corso dell’ultimo anno, le iniziative di car sharing messe in atto in numerose città sono state accolte soprattutto da parte del pubblico più giovane, meno legato a determinati valori di immagine e di ostentazione della proprietà di un particolare bene.
Né si devono dimenticare, al di là delle criticità emerse sul piano legale, i successi raccolti dalla proposta di servizi innovativi quali, ad esempio, Huber o “Bla bla car” entrambi declinazioni del concetto di auto condivisa.
In questo contesto, caratterizzato da una profonda trasformazione della cultura della mobilità all’interno delle città ed a medio raggio, si inserisce l’intervento di Andrea Gibelli, presidente di Ferrovie Nord SpA, al recente Convegno “Innovazione e futuro dell’auto per una sostenibilità ambientale” tenuto presso la Regione Lombardia (http://www.veicolielettricinews.it/dalla-regione-lombardia-un-impegno-concreto-per-la-mobilita-sostenibile/) .

La sperimentazione in Austria
La premessa – effettuata da Andrea Gibelli – è che una società come Ferrovie Nord, che mobilita oltre 700.000 persone al giorno, deve porsi l’obiettivo di migliorare l’integrazione tra il sistema di trasposto su ferro con quello su gomma, cercando di sfruttare le proprie condizioni di vantaggio industriale. Tra queste ultime si possono considerare il controllo di una società di gestione di un car sharing elettrico che, malgrado i problemi gestionali accusati, è frutto di una scelta strategica che merita un rilancio ed il fatto di essere proprietari di oltre 130 stazioni ferroviarie posizionate sul territorio lombardo.
Il problema, come affermato dal presidente di Ferrovie Nord, è che la clientela potenziale spesso rinuncia a servirsi del treno perché non ritiene comodo il percorso casa-stazione, malgrado il fatto che gran parte della popolazione lombarda ha almeno una stazione ferroviariaria nel raggio di 5 chilometri.
È stato quindi costituito un gruppo di lavoro con l’obiettivo di analizzare i modelli posti in atto in diversi paesi europei con l’obiettivo di migliorare la complementarietà del trasporto su gomma con quello su ferro.
L’attenzione si è così fermata su una sperimentazione in atto in Austria dove il concetto del car sharing classico è stato ribaltato: non più auto posteggiate nel centro di una grande città in attesa di una clientela indifferenziata ma piuttosto affidate a specifiche persone che si impegnano ad utilizzarle su percorsi quali ad esempio casa -stazione, in ottica di car pooling, raccogliendo cioè quanti hanno le stesse esigenze di percorso e di trasporto.

Il modello proposto
Il modello allo studio, come ha sottolineato Gibelli, è quello di stipulare un contratto di noleggio con quei pendolari che si impegnino ad utilizzare l’auto elettrica per compiere il percorso casa – stazione, applicando il principio della condivisione con altre persone che quotidianamente si muovono sullo stesso tragitto. Ciò consentirà di ammortizzare i costi del noleggio su più utilizzatori.
E Vai 2Alle auto così noleggiate verrà riservato uno spazio di parcheggio limitrofo alla stazione stessa di partenza a cui si potrà accedere attraverso un telepass.
L’obbligo contrattuale sarà quello di lasciare l’auto entro un certo orario in modo che essa, nell’orario in cui non verrà utilizzata dal pendolare, possa essere messa a disposizione di altri soggetti, ad esempio della Pubblica Amministrazione o di specifiche società, per essere utilizzata in ottica di spending review a integrazione o sostituzione delle flotte aziendali stesse.
In tal modo si potranno conseguire importanti riduzioni di costo ed al tempo stesso offrire il vantaggio che deriva dalla disponibilità di mezzi pronti all’uso invertendo la tendenza oggi in atto a sacrificare la consistenza delle flotte stesse pregiudicando, talvolta, la piena efficienza e funzionalità del servizio che sono chiamate a compiere.
Il modello prevede inoltre che le 130 stazioni si trasformino in luoghi dotati di strutture di ricarica per le auto in modo che chiunque subentri trovi il mezzo pronto per l’utilizzo.
L’auto dovrà essere riportata nel parcheggio della stazione a fine giornata in modo che il primo utilizzatore la ritrovi a sera per compiere il percorso di ritorno stazione – casa che condividerà con altre persone con le stesse modalità dell’andata.
Le auto previste per la sperimentazione ipotizzata per i prossimi mesi, saranno city car con quattro posti disponibili, completamente elettriche e pienamente compatibili con i tragitti limitati a pochi chilometri per raggiungere le stazioni.
La scelta della trazione elettrica si pone inoltre come una valida soluzione ai problemi ambientali contribuendo a ridurre le emissioni inquinanti in piena sintonia con gli obiettivi sia nazionali che locali.

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