Formula E, il primo gran premio è già storia

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Formula E Beijiing - credit: FIA Formula E
Formula E Beijiing - credit: FIA Formula E
Formula E Beijiing – credit: FIA Formula E

Si sono accese le luci vedi dei semafori sul primo gran premio di sempre riservato alle monoposto elettriche: un mix di ingredienti unici ha finalmente fatto parlare i media di tutto il mondo della rivoluzione ecologista intrapresa dalla FIA.

Sì, ci sono voluti un arrivo al cardiopalmo, con tanto di incidente degno dei duelli Senna-Prost, un palmarès eccezionale di nomi ed il palcoscenico offerto da una delle capitali più importanti al mondo, nonché una delle più inquinate, Beijing, per far uscire la Formula E dall’anonimato.

Il web è un fiorire di articoli che si affastellano nel tentativo di spiegare cosa sia questa nuova competizione che tanto somiglia alla F1 ma che ha colori, circuiti e suoni diversi. Già, suoni: perché la prima differenza rilevata da tutti è nel sottofondo di questa gara (o, per chiamare le cose col loro nome, e-Prix), non più dominato dall’assordante rombo dei motori termici, bensì dal sibilo futuristico delle monoposto elettriche.

Per il resto, è un mondo da scoprire per neofiti ed appassionati di motorsport: pare di osservare una sorta di “otherside” della Formula Uno, ricco però di innovazioni che daranno filo da torcere agli scettici.

I motori elettrici e le auto elettriche sono ancora legate, specie in Italia dove nessuna campagna di sensibilizzazione nazionale è mai stata intrapresa, ad idee retrograde e prive della benché minima fiducia sulla loro affidabilità.

Ecco allora che vedere una monoposto in fibra di carbonio marchiata Renault e Dallara sfrecciare per un’ora ad oltre 200 km/h grazie ai 250 cavalli di un motore elettrico McLaren provocherà qualche disturbo ai più critici.

Ma l’accostamento “azzardato” tra nomi storicamente legati a pistoni, olio e benzina non finisce qui: dietro a la Formula E c’è la FIA, la stessa federazione della F1, con personalità quali l’arcinoto Jean Todt; ed Alejandro Agag, l’Ecclestone della formula elettrica, ha messo in piedi un campionato nel quale investono Prost come DiCaprio ed al quale partecipano piloti che cognome fanno Piquet, Senna e Trulli.

La Formula E, d’altra parte, non è spuntata fuori dal nulla: sono anni che si lavora al suo sviluppo, come chi ci ha seguito ha avuto modo di apprendere.

Adesso, per fortuna, le auto elettriche si sono guadagnate uno spazio anche nell’edizione di Sabato 13 Settembre del Tg Cronache di La7, attento a far scoprire ad un uditorio ben più vasto del nostro che la F-e è realtà e che presto sarà ancor più alla ribalta: se i 200mila spettatori di Beijing possono sembrare lontani, basterà aspettare gli e-Prix di Londra o Berlino per tastare per bene il polso a questa novità. Chissà come ci rimarrebbero molti a sapere che Roma doveva far parte del calendario di gare, chissà.

Intanto, per la cronaca, il primo gran premio 100% elettrico se l’è aggiudicato il pilota brasiliano Lucas di Grassi (Audi Sport), approfittando dello spettacolare incidente in cui sono incappati Nick Heidfeld (Venturi) e Nicolas Prost (e.dams Renault). A podio anche il francese Montagny (Andretti) e l’inglese Bird (Virgin Racing).

Prossimo appuntamento è Putrajaya, in Malesia, fra 68 giorni.

 

 

Andrea Lombardo

Beijing ePrix - credit: FIA Formula E
Beijing ePrix – credit: FIA Formula E

 

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