Mercato Italia: le ibride + 62,6% nel primo trimestre 2014

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Toyota Prius - photo credit: Toyota UK via photopin cc
Toyota Prius - photo credit: Toyota UK via photopin cc
Toyota Prius – photo credit: Toyota UK via photopin cc

I dati diffusi dall’UNRAE relativi all’andamento del mercato dell’auto in Italia nei primi tre mesi del 2014 accreditano proprio le auto ibride di una performance estremamente significativa non solo sul piano della crescita percentuale rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso (+ 62,6%) ma soprattutto perché segna una importante continuità con quanto già evidenziato nel corso degli ultimi mesi.

Le auto ibride vendute nel primo trimestre 2014 hanno infatti raggiunto le 4.896 unità contro le 3.011 consegnate nel 2013, conquistando per la prima volta una quota mercato complessiva del 1,29%. A ciò si può aggiungere anche la crescita delle vetture pure elettriche che triplicano i propri volumi anche se continuano ad esprimersi su numeri assoluti poco significativi ma che, se proiettati su base annua, potrebbero far toccare e superare le 1000 unità alle auto a zero emissioni.

Leader assoluta tra le ibride è Toyota essenzialmente con la Yaris Hsd (2.258 unità vendute) e la Auris ((2.208 unità vendute). Capofila delle elettriche è invece Nissan Leaf.

Tutto ciò avviene ancora nel contesto di un mercato dell’auto in Italia complessivamente stagnante che riesce a conseguire un risultato positivo (+5,8%) solo in virtù della maggior crescita del segmento delle rent a car, cioè le auto a noleggio, vuoi per una superiore domanda stagionale vuoi per un esigenza di rinnovo.

Negativa invece, come fa osservare l’UNRAE, la domanda delle famiglie per le quali “la mobilità individuale è ancora un bene eccessivamente oneroso sia dal punto di vista dell’utilizzo che da quello fiscale”.

Tornando alle auto ibride ed elettriche i risultati conseguiti sono anche il frutto dell’impegno delle case costruttrici a proporre veicoli sempre più ecologici ed innovativi che nelle previsioni dei maggior studi di mercato già nel 2014 dovrebbero aumentare le loro quote di presenza anche europee con benefiche ricadute sul piano dei volumi produttivi e quindi della riduzione dei costi.

 

 

GiLo

Fonte: UNRAE

 

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