Solo auto elettriche nel futuro di BMW: è la scommessa di Baron Capital

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BMW i8 - photo credit: Twang Photography via photopin cc
BMW i8 - photo credit: Twang Photography via photopin cc
BMW i8 – photo credit: Twang Photography via photopin cc

Una profezia azzardata o una scommessa assurda? Il possibile passaggio verso la sola mobilità elettrica per il produttore tedesco BMW nell’arco di un decennio non corrisponderebbe a nessuna delle due opzioni secondo Ronald Stephen Baron, il fondatore di una delle più importanti società di gestione finanziaria egli USA, la Baron Capital.

Tanto che la sorprendente opinione è stata pronunciata dallo stesso Ron Baron, come preferisce farsi chiamare, durante un’intervista rilasciata all’emittente CNBC, cui non corrisponde certamente un uditorio di piccola portata.

Gli analisti di Baron Capital, attiva dal 1982 ed oggi detentrice di assets finanziari per 26 miliardi di dollari, sono convinti che “una rivoluzione nella trazione automobilistica sia in atto” da quando hanno fatto visita proprio in casa BMW: anche nella lettera trimestrale agli investitori del Gruppo il concetto è stato ribadito.

Quello di Ron Baron è un punto di vista non del tutto estraneo all’emisfero dell’auto elettrica, dal momento che controlla circa 250 milioni di dollari del capitale di Tesla Motors: il Marchio tedesco sarebbe l’unico, secondo Baron, in grado, per cultura tecnologica e spinta innovativa, di tenere testa alla rivoluzione innescata dalla Casa californiana.

Gran parte del resto dell’industria automobilistica starebbe invece “subendo” il nascere dell’elettromobilità su scala internazionale, rivolgendosi ad essa nello stesso modo in cui uno scolaro svogliato approccia ai compiti di matematica.

L’auto elettrica coagulerebbe infatti una serie di resistenze da parte delle grandi Case e di parte dell’indotto loro legato: i motori elettrici manderebbero in pensione il valore di asset tipici di questa industria come tecnologie propulsive a combustione e sistemi di trasmissione, la loro facilità di assemblaggio favorirebbe l’automazione nelle catene di montaggio scontentando i sindacati, il minor numero di componenti azzererebbe la richiesta di servizi di manutenzione e, come se non bastasse, anche la vendita potrebbe bypassare lo schema dei concessionari.

Tuttavia, ci sono indizi anche di una tendenza favorevole agli EV: proprio l’industria tedesca delle 4 ruote ha a più riprese dichiarato di voler costruire un “anti-Tesla” e proprio Herbert Diess, Product Chief BMW, disse in occasione del Salone di Francoforte 2013 che “tutti i modelli BMW dovranno presto essere venduti anche in versione elettrificata” e che la Casa bavarese aveva in animo di offrire almeno una motorizzazione ibrida plug-in per ciascun modello.

Che siano indizi di una veridicità delle previsioni di Baron sul futuro dei motori tedeschi è quanto meno azzardato da dirsi ma, se fosse vero che in 15 anni la stessa Tesla, come sostiene sempre la società finanziaria americana, raggiungerà un volume di 10 milioni di auto vendute all’anno, in effetti c’è da chiedersi se continuerà ad essere la combustione interna a condizionare l’industria dell’auto in eterno.

 

 

 

Andrea Lombardo

Fonte: ElectricVehicleNews, CNBC.

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